Il mio personale viaggio in Sefirin Kızı

Questo è un post che avevo scritto su Facebook un po’ di tempo fa, lo ripropongo volentieri qui sul nostro blog!

E’ stata un viaggio avventuroso questa serie, iniziata non per la leggenda, ma per Engin Akyürek. Non ho mai visto una serie trasmessa in diretta, in una lingua sconosciuta, neanche la mia serie preferita, quella sì un capolavoro nonostante il finale. E con questo post condivido tutte le emozioni provate.
Mi sono imbarcata su questa nave, verso mari sconosciuti, ed ho iniziato a confrontarmi con gli altri naviganti. Da qui, il primo tesoro trovato. L’amicizia. Nata per risolvere problemi al timone con Raffaella, poi per scoprire i segreti della mappe prima degli altri(spoiler) con Giusy I e Giusy II che è diventato il nostro prezioso capitano, data la sua lunga esperienza di navigazione nei mari turchi. Durante la traversata, nel salone degli spettacoli, ho avuto il piacere di conoscere la mia socia, Antonella, con cui ho condiviso l’ironia e la satira sull’abbigliamento dei crocieristi (noi socia, abbiamo uno humor inglese, compreso da pochi). Quando la notte invece di dormire riflettevo, lo facevo anche con Claudia che ha deciso ahimè di lasciare la nave prima di arrivare in porto. E man mano che arrivavo a destinazione, ho avuto il piacere di conoscere tanti altri passeggieri che vengono da paesi lontani, Anna Maria, e da paesi più vicini, Marika, Carmela, Susy, Silvia, Bruna, Enea, Franca, e tante altre che hanno reso questo viaggio più prezioso.


Ora che la nave è attraccata al porto, cosa resta di questo viaggio.
La conferma e l’accrescimento dell’ammirazione verso la persona e l’attore che è il motore di questa nave. Il suo talento, il rispetto per il lavoro, la discrezione, la tenacia, l’abnegazione con cui ha iniziato ed ha finito questo viaggio sono un tesoro inestimabile, raro e prezioso.
E poi, una considerazione, e per rendere meglio l’idea mi avvalgo di una frase iconica di un film anche quello capolavoro adattata per questo viaggio:
                                                                                                   

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Bodrum,
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire”.


Quali sono le cose che ho visto e i commenti a corredo  che non mi sarei mai immaginata:

Abbandono del comandante in seconda: siccome non può proseguire, anche il comandante deve abbandonare la nave (ma sì, cosi si fa… Si salvi chi può!).


Quando il comandante insieme agli armatori decidono di proseguire il viaggio perché è il loro lavoro (cioè investono soldi per guadagnare soldi), trovano il sostituto. Questo nuovo comandante in seconda, non è gradito a molti passeggeri, e allora questi navigatori  invece di scegliere di non proseguire il viaggio che è offerto (gratis), rimangono sulla nave e proseguono la navigazione forzatamente dicendo che  non  è più epico e che quindi deve terminare, in barba al resto dei passeggieri che hanno scelto di proseguire, perché a loro il viaggio continua a piacere (viva la libertà, di alcuni a questo punto)


Giunti a Capo Horn (puntata 36) i navigatori impavidi hanno la possibilità di ammirare le manovre di un grande capitano, che tiene saldo il timone aiutato da una piccola ma capacissima pilota. Grazie a loro, la meta sembra più vicina…ma…
I malinconici dell’epopea, scontenti del cambio di direzione forzato a causa di forze maggiori misteriose, si fissano su storie di pirati che volevano assaltare la nave e affondarla e diventano essi stessi dei pirati.

E cosa fanno questi pirati? Distruggono. Ogni cosa.  

           
Ma come fa il comandante ad amare il nuovo in seconda (beh, è stato “letteralmente” abbandonato a causa della scoperta che, quel viaggio non era quello che credeva, che doveva fa’, il vedovo? uhm… no questo lo hanno scelto altri).  

Ma come fa la nave a chiamarsi ancora con lo stesso nome (cercasi diritti d’autore).

Ma come è possibile che si abbandoni una nave tanto amata (oh alla partenza abbiamo assistito alla medesima situazione…).


Ma questo percorso è inverosimile, mucche, cuscini, lattughe, guarigioni alla Bolt, giustizia assente (ahó, ma una caduta da una montagna, senza nessun danno fisico permanente di un essere umano, in barba ad ogni legge fisica e al fatto che la gravità sia diversa nella sola Turchia, che poi  diventa per racconto un uccello leggendario, da noi la bestiola è un piccione, è verosimile?!?).


No ma voi, e sottolineo voi siete fissafan (io, che ho scelto di continuare a fare una cosa che mi piace lo sono, mentre chi sceglie di fare una cosa che non gli piace non lo è..e che è???).


Ma i cartografi di questa mappa non fanno un buon lavoro, erano meglio i cartografi di prima (certo disegnare oggi per domani un nuovo passeggero, tenendo conto del poco tempo per farlo conoscere e comunque intrecciarlo con quello che ha dato vita al viaggio è facile, come si dice, basta poco che ci vò).

Ma mi piaceva di più il primo viaggio dalla 1° porto fino al 35° porto (rivisita dal 1° porto al 35°, fermati e ricomincia daccapo..)

Ma la storia non è più la stessa (e scusate se un personaggio è andato via  non è normale che sia così?)
Ma il comandante è cambiato (prima era un caprone incivile, un povero contadino senza studi, quindi senza cultura, ora è cambiato e manco va bene…ah ma forse se non è più il cattivo di che si parla…)                                

Amare non vuol dire non criticare (ma se non lo si ama quello che si critica, qual è il fine della critica?!?)

Ma devono smetterla di dire che questa crociera è richiesta (ahimè ci siamo ritrovati i negazionisti pure nelle serie turche)

E arriviamo finalmente al porto, grazie al Capitano.
E’ una serie. Ci sono tantissimi motivi per cui la si guarda. Per puro intrattenimento, per passatempo, per tappare buchi. Io l’ho guardata per Engin, per il personaggio che ci ha voluto presentare. Il suo ruolo migliore insieme a quello di Mustafà. Questo, insieme alle musiche, alla fotografia, alla scenografia. Non l’ho mai guardata con la pretesa di giudicare il lavoro che non è mio. Non sono un regista, uno sceneggiatore, uno scrittore. Sono uno spettatore. E da spettatore, da viaggiatore ho goduto del capolavoro di Engin Akyürek e del viaggio del suo Sancar.

Grazie a tutti i miei compagni di viaggio e un saluto a tutti i pirati.

2 Replies to “Il mio personale viaggio in Sefirin Kızı”

  1. Sono onorata di far parte di questa bellissima nave che è attraccata al porto… in sicurezza… 👊💥😍❤❤❤
    Noi eravamo sicure che chi guidava era un ottimo capitano… Engin Akyürek 👏👏💯🤍❤…. noi non abbiamo abbandonato la nave perché ci siamo fidate di lui fino alla fine… 😍❤
    Abbiamo fatto un viaggio indimenticabile insieme al personaggio “Sancar Efeoğlu ” che Engin ha impersonato in modo egregio.. 👑🤍❤👏👏👏
    Le soddisfazioni non sono tardate ad arrivare… 🎬🎞🌏🌎🌍 🥳🎉🎉
    Tantissimi ricordi ci legheranno per sempre a lui… ma un legame particolare resterà nei nostri cuori… la nascita di una bellissima amicizia 😘🤍 … evviva l’armata Brancaleone ..🥳🎉🎉😂😂 😉❤❤❤❤

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