Dentro di me c’è un ragazzino: monello e sognatore 

(Engin Akyürek per Hürriyet Pazar – intervista di Hakan Gence – 15.05.2022)

È amato non solo in Turchia, ma anche nel mondo ed è apprezzato per la sua recitazione. Ogni passo che compie è nell’agenda dei social media, ma di lui si sa poco. Abbiamo incontrato Engin Akyürek che ci ha detto: “Sono una persona che vive  normalmente e vivo la mia vita alla luce del sole”  Abbiamo parlato della sua vita, della sua recitazione e dell’amore. “Recitare mi ha reso più comprensivo. Mi ha aiutato a conoscere la vita, le persone e me stesso. Ha sviluppato la consapevolezza di me stesso”.

Ci Incontriamo Con Engin Akyürek dopo tanto tempo. Essere con lui ti fa sentire come quando, dopo molti anni, incontri un amico a cui vuoi  molto bene. E’ una persona piuttosto allegra. A dire il vero, il suo viso è sempre sorridente: “Le cose che preferisco nella mia vita sono quelle felici e positive”, dice. È uno degli attori che ha messo da parte il suo ego nonostante la sua fama. Gli piace produrre, leggere, scrivere e recitare. Prendiamo il caffè con Akyürek e iniziamo una lunga conversazione in cui parliamo di tutto questo.

Non rilasci molte interviste, non sei sui giornali. È come se vivessi in una gabbia di ferro. Però, sei molto popolare, ogni passo che fai è all’ordine del giorno sui social media. Qual è il segreto per raggiungere questo obiettivo?

Non so se c’è un segreto. In realtà, vivo la mia vita. Sono consapevole che i giornali fanno parte della mia professione e penso di esserci per quanto necessario. Chi mi conosce, chi lavora con me, lo sa: sono una persona che vive normalmente e vivo la mia vita alla luce del sole.

Dimmi che tipo di persona sei al di fuori del lavoro…

Non sono abitudinario. Poiché durante i periodi di lavoro viviamo in un ambiente affollato e congestionato, quando non sono sul set mi piace  stare da solo. Mi piace passare il tempo con me stesso, lo trovo prezioso. Una delle cose che amo nella mia vita sono le immersioni e  cerco di farle ogni volta che posso, poi mi piace passare il tempo con i miei amici più cari e chiaccherare con loro.

Il motto della mia vita è ‘Che vada tutto bene’. È come un’espressione che va oltre, che ti fa sentire felice.

Certo che piango…

Hai un atteggiamento compassionevole quando sorridi, da macho quando fai il duro, a volte distante, a volte caloroso. Come ti descriveresti?

Tu mi vedi come l’equivalente dei personaggi che interpreto. Non so quanto ci sia di ciò e quanto no, ma posso dire questo: essenzialmente sono un uomo felice e le cose che preferisco nella mia vita sono quelle  felici e positive.

Hai un lato emotivo? Quando è stata l’ultima volta che hai pianto?

Anche se sembro razionale, ho quel lato emotivo in me. Certo che piango… Ho pianto nel finale di stagione del mio ultimo dramma. Sono stati un progetto e un personaggio molto speciali per me. L’ultimo giorno di riprese ho vissuto momenti che mi hanno emozionato.

Hai 40 anni. Come ti senti in relazione a questo?

I trent’anni sono stati densi di attività, di lavoro, ma belli. Spero che anche i quaranta siano fruttuosi. È come se ogni tassello stesse andando al proprio posto. Inizi a decidere più facilmente ciò che stai cercando e ciò che non puoi decidere. Sento che sto entrando in un periodo in cui mi godrò di più il mio lavoro e la mia vita.

Lavori nel settore della recitazione da 18 anni. Quale pensi sia la cosa più importante in questo lavoro?

Non c’è una formula per questo, è un insieme di cose… Ma ovviamente, tutto inizia con la storia. Se la storia è brutta, il prodotto sarà scadente, proprio come il cibo . Stai cercando di cucinare in una buona cucina, con un buon maestro, in un posto ben arredato, ma se il materiale è scadente, non puoi produrre nulla di buono.

Il tuo lavoro ripaga sempre. Ti arrivano molte proposte. Come si sceglie la storia giusta?

Sentimento. Ci sono le persone con cui lavoro e la mia manager, ascolto anche la loro opinione. Un progetto può essere un processo che dura due anni, soprattutto in televisione: posso continuare con quel personaggio per due anni? Posso portarlo nella vita di tutti i giorni? Penso a questo, perché il personaggio che interpreti potrebbe fare cose negative. Devi volerlo conoscere e viaggiare con lui, senza farti influenzare.

Non ho grandi frasi

Ti lasci mai influenzare mentre interpreti i personaggi? Utilizzi qualche supporto psicologico o qualcosa del genere?

Non ho mai avuto necessità di andare da uno psicologo. Non guardo la recitazione da un punto di vista del genere. Penso che recitare sia una professione che una persona normale e mentalmente sana può fare;  come diventi qualcun altro mentre fai il tuo lavoro, è questo il punto. Considero alcune frasi come necessarie alla recitazione e che  quindi portano in un posto diverso da quello che è il loro significato reale.

Hai delle sceneggiature?

Ho delle storie. In questo processo, ho sognato di dar loro vita. Scrivere una sceneggiatura è un altro tipo di logica. Non c’è nulla che devo scrivere io necessariamente, ma posso scrivere insieme ad uno sceneggiatore.

Cosa ti nutre quando scrivi una storia?

La strada, la vita, un gatto che ho visto per strada, la mia infanzia… Tutto ciò che mi tocca. Scrivo un po’ a modo mio . Non ho grandi frasi, mi piace descrivere le sensazioni che mi toccano.

Medio Oriente, Cile, Argentina, Perù… Sei popolare in molti paesi del mondo. Come ti relazioni con questo?

In realtà vivo questo anche a Istanbul. Gli spettatori vengono qui, ci incontriamo. Organizzano raccolte fondi per i miei compleanni. Si occupano anche di progetti di responsabilità sociale. Ho sempre una connessione con loro in qualche modo. Mi fanno stare bene.

Quale pensi sia il motivo per cui le serie TV turche sono richieste all’estero?


Dovrebbero essere fatte ricerche più dettagliate su questo, in modo da poter ottenere informazioni corrette. La mia opinione è che le storie che raccontiamo siano universali; risultano interessanti, autentiche e diverse. Anche il modo in cui esprimiamo i sentimenti è importante e a loro piace.

Si Hakan, sono soddisfatto di me stesso

Da questa settimana inizierà la messa in onda del tuo nuovo spot pubblicitario… Che tipo di pubblicità è stata?

È il mio secondo anno con il marchio Shell. Nella prima stagione, abbiamo realizzato una campagna sincera con buoni messaggi. Abbiamo voluto dire qualcosa. Abbiamo sottolineato i nostri valori comuni come il personale femminile e l’attenzione alle disalibità. Oltre a questo, nel nostro secondo anno di collaborazione, abbiamo girato un film per il 99° anniversario di questo marchio, che ha la stessa età della nostra Repubblica.

Ci sarà anche una serie la cui storia ti appartiene. Che tipo di storia hai scritto?

Sì, ‘Kaçış’ (Fuga). Una storia che inizia quando un corrispondente di guerra attraversa il confine e viene catturato e che racconta di guerra e di come rimanere umani in guerra.

Avresti voluto fare il giornalista?

Me lo sono sempre chiesto. Il corrispondente di guerra, in particolare, mi ha sempre incuriosito.

Sei un giornalista e vai ad un’intervista con Engin Akyürek… cosa gli chiederesti?

Una bella domanda a cui non potrò mai rispondere (ride). Mi sento come se fossi sulla sedia di uno psichiatra in questo momento. In primo luogo mi preparerei, ma prima di tutto chiederei: “Sei soddisfatto di te stesso?”

Allora lascia che ti chieda, sei soddisfatto di te stesso Engin?

Sì Hakan, sono soddisfatto di me stesso.

Mi guardo sullo schermo mentre combatto con me stesso


Rendi credibile al pubblico ogni personaggio che interpreti. Hai un metodo?


Il percorso e lo sforzo che vedrai cambiano a seconda del ruolo. Se è un personaggio specifico, osservare le sue peculiarità può rafforzarti. Ma non puoi conoscere e testimoniare ogni sentimento e ogni evento della vita. Anche qui entra in gioco il volto invisibile della professione. Immaginazione, empatia, sentimenti… Penso che questi siano i più potenti. La tua infanzia, la tua vita, le tue emozioni, ciò che hai accumulato, sono l’80 percento della tua recitazione… Queste sono le cose che rendono diverso il personaggio che  interpreti.

Ti guardi in tv?

Sì, ma mi siedo e mi guardo mentre combatto con me stesso. A volte non mi piace, a volte dico “Avrei dovuto fare questo”. È un rendiconto. Non è facile guardare e ascoltare te stesso e vederti come qualcun altro.

Se ti tolgo la recitazione, cosa resterà?

So quello che la recitazione mi ha dato. Questo posso dire.

Cosa ha dato?

Mi ha reso più comprensivo. Mi ha aiutato a conoscere la vita, le persone e me stesso. Ha sviluppato la consapevolezza di me stesso. Come persona, sento sempre le conquiste del viaggio che è iniziato  con il piacere di interpretare un personaggio, come una professione. Sì, recitare è un mestiere difficile, ma per me gli aspetti positivi sono sempre stati più visibili.

Qual è stata la lezione più importante che questa professione ti ha dato nella vita?

La maggior parte dei ruoli che interpreti possono fare cose che non sono nella tua vita e che non faresti nella vita normale. Neanche le meriti, ma devi capirlo; però mostra anche molte cose sulla vita. Mi ha insegnato a non avere pregiudizi, a capire, a cercare di capire.

Molti nomi che abbiamo visto sullo schermo ora sono sul palco del teatro. Farai teatro?

Sì, so anche che sarà un bene per me e per la mia recitazione. Ma mi piace agire in modo corretto. La sensazione di fare le cose a metà mi rende irrequieto e a disagio.

Ho un rapporto sano con il mio ego

Sei stato scelto come l’uomo più elegante e bello del mondo su un famoso sito di moda chiamato ‘Be Global Fashion Network’…

Wow!

Come ci si sente ad essere così belli?

Ovviamente rende le persone felici. Ma non compro qualcosa e lo indosso dicendo “Ooo”.

Il tuo ego è forte?

Ho un rapporto sano con il mio ego. Ci sono momenti in cui cerca di traboccare, ma cerco di tenerlo al suo posto. La tua professione si basa sul piacere alla gente e la dose del tuo ego è molto importante, ma stiamo procedendo bene con questo.

Fai pochissime interviste. Sembri perfetto. Quali sono i tuoi difetti?

Mi piace fare un lavoro e concentrarmi su un’unica cosa. Non so se sia un difetto, ma è estenuante. Sono anche indeciso. Questa potrebbe essere una delle cose che porta il segno zodiacale della Bilancia.

Quale è il tuo motto di vita?

Il motto della mia vita è ‘Che vada tutto bene’. È come un’espressione che va oltre, che ti fa sentire felice.

Parli del tuo bambino interiore nelle tue storie. C’è un lato così in te?
Sì, c’è un bambino dentro di me. A volte non si vede, ma lo so. Ama giocare, non crescere, è monello e sognatore… È sempre da qualche parte dentro di me.

Se oggi vedessi Engin a vent’anni, cosa gli diresti?

Rilassati, tutto andrà bene… Vai avanti, vai per la tua strada.

Se non fossi un attore, non userei i social media

Sei stato distante dai social media. I tuoi fan volevano davvero vederti lì e, finalmente, hai aperto un account Instagram lo scorso anno. Come ti sei convinto?

In realtà, questa è una faccenda che durava da cinque anni. Abbiamo sempre pensato se aprirlo o no.

Cinque anni? Stavi per aprire un account, cosa ti ha fatto pensare così tanto?

Nella vita normale, non mi faccio foto. Guarda il mio telefono, ho pochissime foto di me stesso e non sentivo il desiderio di condividerle. Ma dopo cinque anni, ho detto: “Apriamolo ora”. Perché è un mezzo adatto per annunciare qualcosa ed esprimerlo in prima persona. Ecco perché sono entrato nei social media con una decisione professionale.

Che tipo di utente sei diventato?

Penso che procederò a piccoli passi.

Hai iniziato a stalkerare?

Lascia stareee… sto guardando quelli che sono caduti a Survivor, sulla pagina principale.

Diciamo che ti è piaciuto qualcuno per errore. Lo seguirai o toglierai subito il “mi piace” in preda al panico?

Mi è successo e ho subito tolto il like.

Cosa significano per te i social media?

Lascia che te lo dica onestamente: se non fossi un attore, non userei i social media. Non ho problemi a condividere qualcosa, ma lo vedo solo come parte del mio lavoro.

Conosciamo il gatto Feyyaz dai tuoi post sui social media. Com’è?

Feyyaz è un gatto di cui mi sono già preso cura temporaneamente a Bodrum. L’abbiamo adottato lì. Ho un altro gatto di nome Sefa, ha più di 10 anni ed è molto matura. C’è differenza di età tra loro ed è stato molto difficile riuscire a farli stare insieme.

Il mio libro sul comodino è ‘Don Chisciotte’

Leggi molto…

Sì, mi piace leggere. Mi fa stare bene. Fin da quando ero un ragazzino, qualunque cosa legga è come se mi permettesse di essere in quel mondo.

Come è nata questa abitudine?

Sono il  figlio di un funzionario pubblico. C’è sempre una biblioteca, anche se piccola, nelle case dei dipendenti pubblici. Si torna a casa a una certa ora e si legge un libro. Inoltre, c’era anche una cultura della biblioteca ad Ankara durante la nostra epoca. Non c’erano molte librerie allora, andavo in biblioteca, leggevo, poi restituivo e prendevo nuovi libri.

Viene scattata una foto con il libro di Paul Auster ‘L’uomo nel buio’ e il libro diventa il libro più ricercato dell’Argentina

Guarda, non so se sia vero, ma si è detto che il libro lì sia diventato un “bestseller”. E non è nemmeno arrivato un messaggio diretto o qualcosa del genere da Paul Auster (ride).

Cosa hai letto recentemente?

“Treno di notte per Lisbona” (di Pascal Mercier, ndr).

Qual è il tuo libro sul comodino che torni a leggere?

‘Don Chisciotte’.

Ti sei mai ribellato ai mulini di tanto in tanto?

Potrebbe essere nella mia anima.

E’ come se anima e corpo si fondessero quando sei innamorato

Sullo schermo hai interpretato molte volte uomini innamorati. Hai risolto il problema delll’amore?

Doveeee? C’è una soluzione? Se hai una soluzione, fammi sapere.

Cosa significa per te l’amore?

L’amore è una ricerca, secondo me. Trovarlo, provare a sentirlo, chiedersi chi sarà, è un’emozione incredibile e molto potente che ci connette alla vita. Penso che quando ignori l’amore, qualcosa di molto potente nella vita inizi a svanire.

Che tipo di persona sei quando sei innamorato?

Tutto prende vita. Colori, suoni, odori… È come se anima e corpo si fondessero quando sei innamorato e quando l’amore finisce, quella sensazione scompare con il tempo.

C’è un amore nella tua vita che ti fa sentire così?

Al momento no.

Hai così tante fan donne ma non ti abbiamo mai visto con la tua ragazza. Non conosco il tuo tipo ideale. Che tipo di donna ti ruba il cuore?

Non puoi descriverlo, quando inizi a farlo ne diventi prigioniero. Il cuore è questo, non sai per chi batterà…

Sento che anche tra dieci anni farò cose buone

Ti sei laureato presso la Facoltà di Lingue, Storia e Geografia di Ankara, Dipartimento di Storia. Allora non c’era la recitazione nei tuoi piani?

Facevo qualcosa nei teatri comunali come dilettante. Frequentavo dei  corsi ma, professionalmente, non avevo sogni i questo tipo.

A che punto hai detto che recitare sarebbe stata la mia professione?


Dopo essere venuto a Istanbul e aver iniziato a guadagnare soldi, ho capito che potevo fare questa professione. E penso che ci sia qualcosa che deriva dall’essere di Ankara e dall’essere figlio di un un funzionario pubblico. Non posso dire rapidamente ‘okay, lo farò’.  Mi piace prendere decisioni valutando un po’ di più.

Avresti sognato questi giorni?

Non così, ma sentivo che avrei continuato in questa professione. Sento che anche tra 10 anni farò cose buone con la recitazione.

scritta da Hakan Gence
tradotta in italiano da Silvia Musuruca

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19 Replies to “Dentro di me c’è un ragazzino: monello e sognatore ”

  1. Il nostro Engin sempre moderato mai sopra le righe…umile nel dire che spesso non sa dare risposte! : UNICO in un mondo di autoreferenziati e tuttologi 🙏👍
    In questa intervista e negli scatti , traspare la sua serenità e gioia di vivere a tutto tondo. Sempre stupendo. Mi ha fatto sorridere quando ha detto che non conserva molte sue foto …se sapesse dei nostri album!! 😱… Grazie cara Silvia, è merito anche tuo se abbiamo la possibilità di conoscerlo sempre meglio ♥️🥰

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  2. Non avevo visto questa SPLENDIDA intervista!!!
    Bellissime domande e ancora più belle le risposte: ci restituiscono un’immagine più ricca di questo straordinario attore che sa sempre custodire nell’ombra e nel silenzio ciò che merita la protezione della riservatezza.
    Uno degli aspetti che più mi accompagneranno di queste sue parole è il senso di consapevole serenità per il futuro che lo attende e la meritata soddisfazione per quanto costruito.
    Bellissimo poi quel che ha detto sui criteri che lo portano a scegliere i progetti a cui lavorare: l’importanza della storia, che può valorizzare tutti coloro che vi lavorano e senza la quale invece i talenti di tutte le persone coinvolte si perdono.
    GRAZIE infinite, Silvia!

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  3. Cara Silvia…sei sempre preziosa, già ai tempi di Sefirinkizi quando accorrevi in mio aiuto x le traduzioni 😅
    Le parole di Engin esprimono un concetto del suo lavoro e della sua vita che già conoscevamo … Questo è ENGIN 🤍❤️

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  4. Silvia,
    ero molto incuriosita sentendo nominare la “grotta” ….non conosco i retroscena,
    letto qua e là battute divertenti ,posso immaginare che da qui ,escano le preziose traduzioni che ci rendono super felici.Grazie di vero ♥️
    Che dire di Engin? Ogni volta ci dimostra quanto è meraviglioso e meritevole di essere amato così tanto…..

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    1. La grotta… che ridere Valentina! Eh si! Diciamo che la mia necessità di estraniarmi dal mondo esterno per dedicarmi alle traduzioni (che mi richiedono sforzi e tempo, perché non sono così preparata da riuscire semplicemente a leggere e tradurre), è stata tramutata in un ambiente fisico, la grotta appunto, che richiama alla perfezione l’asocialità che si impossessa di me in questi casi! 😅
      Grazie a te per aver letto e apprezzato.

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  5. Grazie Silvia, sei proprio Mitica !! Nella sua intervista Engin si è rivelato proprio come pensiamo che sia….. simpatico, ragazzino monello, innamorato del suo lavoro e, soprattutto, allergico ai social. 😘😘

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  6. Grazie Silvia per le tue traduzioni sempre così preziose per tutte ma soprattutto per me😜.Come nel mito di Platone ogni volta che rientri nella grotta ci vieni a chiarire le idee e ci liberi dalle catene 😂😂😘😘

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  7. Grazie Silvia!!! Che dire?? Semplicemente ENGİN: L’Engin genuino, simpatico, empatico che abbiamo imparato a conoscere. Se qualcuno si aspettava qualche notizia particolare o personale sulla sua vita amorosa o quant’altro, sarà rimasto deluso …A me piace Engin proprio così com’è. Magari un giorno ci presenterà la sua sposa a cose fatte o anche no…İ suoi occhi birichini nelle sue ultime pose ci dicono che sa di essere bello e di essere amato, ma la sua vita è piena di altri valori ed interessi che lo fanno guardare oltre …

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  8. Grazie Silvia!!! Che dire?? Semplicemente ENGİN: L’Engin genuino, simpatico, empatico che abbiamo imparato a conoscere. Se qualcuno si aspettava qualche notizia particolare o personale sulla sua vita amorosa o quant’altro, sarà rimasto deluso …A me piace Engin proprio così com’è. Magari un giorno ci presenterà la sua sposa a cose fatte o anche no…İ suoi occhi birichini nelle sue ultime pose ci dicono che sa di essere bello e di essere amato, ma la sua vita è piena di altri valori ed interessi che lo fanno guardare oltre …

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