Ed eccoci qua con il nostro calendario dedicato a Engin Akyürek, con l’augurio che ci accompagni in tanti momenti felici. “Dicci di te. Ancora. Sempre.” è l’invito che facciamo al nostro Akyürek – e l’augurio che facciamo a noi – che torni sempre con qualcosa di suo: attraverso le fotografie che scatta, i suoi selfie e le canzoni che sceglie per accompagnarli, i racconti che scrive, i personaggi che vive. Sono le tracce con cui, in fondo, si racconta. Frammenti. Segni. Questo calendario è il nostro modo di tenerci stretto il filo che ci lega in qualche modo a lui, di continuare a guardare, ascoltare e leggere. Infatti in ogni pagina troverete delle frasi. Non sono aforismi o citazioni ma frammenti narrativi: frasi estratte da alcuni suoi racconti. Flash minuscoli ma di una potenza incredibile, che ho scelto – dopo averle tradotte – proprio perché ognuna di loro, nella sua semplicità apparente, è riuscita a generare in me uno scarto improvviso, un piccolo sussulto interiore. Quelle frasi che ti fanno fermare e pensare, quasi con sorpresa: accidenti, quanto è bravo!
La scrittura di Engin Akyürek è così: non cerca mai l’effetto. Ma lo ottiene, in qualche modo, un po’ con i suoi finali spiazzanti, un po’ attraverso un uso delle parole che mi ricorda molto il disegno, la scelta di forme, linee e poi, anche colori. La sua scrittura procede per immagini che prendono corpo, per oggetti e spazi che diventano depositari di senso. Un foglio A4, una stanza chiusa, una porta lasciata aperta, uno sguardo che assorbe come una spugna. L’interiorità non è mai apertamente dichiarata, ma diventa visibile attraverso forme concrete. È una scrittura che costruisce architetture emotive più che confessioni.
Un ruolo centrale, poi, è affidato allo sguardo. Anche nelle sue storie quindi, non solo nella sua recitazione magnetica. Guardare, nei suoi racconti, non è mai un gesto distratto… La pioggia che cade anche con il sole, la nuvola nascosta negli occhi, l’oscurità da cui nasce un nuovo colore raccontano una cosa precisa: non esiste una separazione netta tra ciò che è fuori e ciò che è dentro. Lo sguardo diventa – è – il punto di passaggio, il luogo in cui il mondo esterno entra, si deposita, si trasforma. Ed è come se il suo sguardo si trasformasse in una macchina da presa, per farci vedere il mondo con gli occhi dei personaggi.
Accanto a questa dimensione percettiva, emerge con forza un’etica silenziosa. Inseguire la realtà può avere una dimensione morale; la compassione viene compresa prima ancora di essere nominata; l’incomunicabilità non viene spiegata, ma lasciata affiorare in una domanda sospesa: le frasi che si toccavano tra noi si sarebbero sedute allo stesso tavolo? Engin non giudica, non consola, non chiude. Lascia spazio. E chiede a chi legge di proseguire. Restando lì.
Anche il tempo non mai è un concetto astratto. È un tempo vissuto. L’infanzia che resta dentro, gli eroi che se ne vanno crescendo, la felicità cercata nelle cose minime e subito messa in dubbio: tutto parla di una crescita che coincide con la perdita, ma anche con la capacità di custodire. Le porte restano aperte, non per un sentimento di nostalgia, ma perché diventano possibilità.
Come sapete (forse) amo molto lo scrapbooking 🙂 tecnica a cui questo calendario è ispirato, che per me non è decorazione, ma linguaggio creativo. Le fotografie scelte — scatti di Engin, suoi selfie, immagini dei suoi personaggi — appartengono tutte all’ultimo anno. Testo e immagini, però, non si spiegano a vicenda, le frasi non sono didascalie ispirate alle foto…piuttosto giocano, si cercano, si rispondono, a volte si contraddicono. È nello spazio tra loro che il significato si allarga e lascia spazio all’immaginazione di chi guarda.
Dodici frasi, allora, non per spiegare Engin Akyürek , ma per continuare a fargli la stessa richiesta, con rispetto e gratitudine: Dicci di te. Ancora. Sempre.

Che dire? Hai già detto tutto tu in modo splendido e ci hai regalato un calendario veramente particolare e spettacolare. Grazie Ros e un augurio sincero per un nuovo anno in salute e felicità!
Auguri Ornella 🙂
Grazie Grazie Grazie 🙏
prego prego prego :)))
Grazie, Ros,.sei preziosa. Buon anno!
A te mia cara!