
Quando Engin Akyürek pubblica qualcosa sui social, la giornata si illumina. Sappiamo quanto sia riservato e poco incline a parlare di sé oltre il dovuto. Ma a un osservatore attento, oltre che cultore di questo attore formidabile e sensibile scrittoreö non sfugge che anche un suo tramonto, un suo paesaggio con le bestiole che lui ama ci raccontano qualcosa di lui. Per non parlare poi dei suoi selfie che il più delle volte ci rappresentano una persona con gli occhiali scuri, le cuffiette e il volto imbronciato o sognante.
E allora in me sorgono spontanee le domande: “ Cosa starà pensando? Dove si trova? Qualcosa lo preoccupa?”
Confesso ho poche volte pensato che attraverso i suoi post ci volesse mandare però un messaggio particolare, ma nell’ultima occasione invece – anche grazie ad un’amica – ho voluto andare a leggere il testo della canzone che accompagnava la storia, che era “How Did it come to This?” del gruppo musicale rock Arena, e ho pensato che i suoi occhi pensosi che dietro gli occhiali abbrunati non guardavano l’obiettivo ma un orizzonte lontano, cercavano forse nella sua mente una risposta alla domanda che già il titolo della canzone suggeriva…” Come siamo arrivati a questo?”
Mi sono chiesta allora se davvero lui volesse renderci in tal modo partecipi del suo stato d’animo, sentendomi peraltro perfettamente in sintonia con le parole della canzone:
“….In questo universo siamo semplicemente granelli di sabbia / Nient’altro che l’uomo/ Dimmi come si è
arrivati a questo?/ Ciò che facciamo potrebbe accendere una miccia inaspettata?/ Ogni destra o sinistra
può portare a conseguenze/ Se la farfalla dovesse sbattere le ali/ Se un angelo canta…Una volta da
bambino, ho cercato di trattenere l’eternità.
L’ho sentito allora vicino a me, ai noi, ai nostri dubbi quotidiani, alla nostra impotenza mentre assistiamo ad eventi a cui non avremmo voluto assistere, travolti da decisioni che non prendiamo, in un mondo che da bambini sognavamo diverso, quando pensavamo che certe atrocità non sarebbero più accadute e la pace sarebbe stata un bene prezioso da salvaguardare! Forse certe parole della canzone ricalcano anche certi concetti profondi e mai banali che trapelano fra le righe dei suoi racconti.
Il mondo sarebbe un posto migliore se più persone si ponessero i quesiti che attraverso il suo post ci ha trasmesso Engin.
Iyi ki varsın Engin Akyürek.
Bruna Zorzini
