Kara Para Aşk, pensieri e parole post 164esima puntata

Azione, suspense e romanticismo. Kara Para Aşk potrebbe sembrare solo questo. Non è tratta da una storia vera, non affronta temi di carattere universale né particolarmente introspettivi . Un genere che potremmo definire di mero intrattenimento, con un buon ritmo narrativo, una tram ben articolata (al netto di alcune dèfaillances nei giri di boa finali), un’ efficace caratterizzazione dei personaggi. Eppure c’è di più, o perlomeno così mi sembra. 
La corruzione che dilaga anche fra coloro che dovrebbero garantire il rispetto delle leggi e la tutela dei cittadini . Il senso di frustrazione e impotenza che sperimenta chi al malaffare tenta di opporsi, finendo con il combattere contro i mulini a vento.Più in generale, il labile confine tra legalità e illegalità, tra ciò che giudichiamo come giusto o come sbagliato,  tra il bene e il male. 


Elvan e Tayyar:  l’alfa e l’omega di questa storia. Due personaggi agli antipodi. Tayyar, un cono d’ombra nella cui sfera di influenza si muovono, come automi, personaggi oscuri o che diventan tali. Elvan, un faro verso cui ci si rivolge in cerca di luce, quella emanata dal candore dei suoi capelli canuti, specchio di una saggezza che ha radici profonde e che la guida nell’agire, nel consigliare, nell’amare, nel condannare se necessario.


Hüso e Metin/Fatih: è in loro che lo scontro tra bene e male assume i contorni di una schizofrenica dicotomia. Destini speculari che non a caso si intrecceranno indissolubilmente. Educato a sani principi il primo; un’infanzia violata dall’efferata violenza paterna per il secondo. Due anime di indole buona che si smarriscono l’uno nel fiorire della giovinezza , l’altro in età matura quando la vita lo ha già reso marito, padre e rispettabile poliziotto. La passione per un donna sarà la condanna per uno, la salvezza per l’altro. Hüso, un primo passo falso lo indurrà a compierne troppi,  una spirale di errori e rimorsi che finirà per lacerarlo e smembrarlo, in senso figurato e non. Fatih, a cui io per prima fin troppo ho perdonato, verrà traghettato verso la salvezza e la libertà. Un nuova vita in arrivo per lui, le gioiose urla dei bambini che giocano in cortile e le amorevoli cure di una madre, le uniche consolazioni riservate all’altro.


Melike, personaggio apparentemente insignificante. Anche in lei si agita una convulsa commistione di buoni e cattivi sentimenti. Pettegola, polemica, a volte inopportuna. Eppure capace di un affetto incondizionato verso una suocera che le è, di fatto, madre, verso un cognato che considera fratello, verso un bambino che d’istinto rifiuta e poi accoglie amorevolmente. Non è estranea all’amore Melike: lo conosce e lo riconosce. Non è un caso che sia lei per prima a intuire, in tempi non sospetti, la portata della nascente passione tra Ömer ed Elif e che da lei vengano, come vento sferzante in una memorabile nottata di melanconici rimpianti,  le parole che indurranno Ömer a destarsi dal suo torpore e a trovare il coraggio di chiudere il cerchio.

Aslı, personaggio inizialmente indigesto che ho finito con l’amare. Sempre in bilico tra la follia e una sorta di bipolare saggezza, in barba a tutte le previsioni, incanalerà le sue emozioni verso una maggiore consapevolezza di sé,  abbandonando quel limbo di anaffettivo rancore in cui il giogo materno, in un rincorrersi scomposto di eccessive premure e vergognose omissioni, l’aveva relegata.


Ömer, stigmatizzato fin dai primi fotogrammi. Sullo sfondo di una gelida Van, tra le sfumature grigiastre della sera che cala sulle distese di neve, fanno prepotentemente irruzione in scena il coraggio e la forza di un giovane uomo votato alla giustizia e alla rettitudine. Durante una cerimonia di premiazione al valore, il suo atteggiamento dimesso, le spalle ricurve, lo sguardo sempre basso, il toccarsi ossessivamente la cravatta a cui non è abituato, ci parlano in modo inconfutabile della sua umiltà e  timidezza. Il sorriso che rivolge ai bambini, che egli stesso ha salvato, è la cartina al tornasole di un’innata sensibilità.


Elif, l’entusiasmo della gioventù, il passo sicuro tra le strade affollate di una Roma piena di vita. Il sorriso radioso di chi in sorte ha ricevuto molto: bellezza, talento, opportunità, affetti. Ultimi fotogrammi di una giovinezza dorata. Niente sarà più come prima.
Elif&Ömer, due mondi distanti, due strade che non si sarebbero mai incrociate se la polvere da sparo non avesse riscritto i loro destini, freddando quasi in simultanea l’amato padre dell’una e la promessa sposa dell’altro. L’asettico corridoio di un obitorio è il teatro di un primo incontro di cui non hanno contezza. Poco dopo, lo scontro, in una stazione di polizia. Un’animosità verbale che, sebbene nasca dal dolore e dalla speranza di restituire dignità a ciò che è avvolto da una coltre di oscure menzogne, sembra già celare i segni  prodromici di una passione dirompente, destinata a travolgere.


Elif, coraggiosa e dolce. “La strega” la chiama lui, ma solo all’inizio. Ben presto diventerà la “signorrina”, da proteggere, da consolare. E tale rimarrà per tutto il dipanarsi di un amore dai molti risvolti.
“Riportami Nilufer….e ti prego…… riportami Ömer”.  Una preghiera pronunciata in un momento di disperazione da una giovane donna che di colpo diventa consapevole di un sentimento che, a dispetto di ogni barriera, ha fatto già irruzione nel suo cuore. La prima dichiarazione d’amore. Quell’amore che non esiterà a palesare, contro ogni convenzione, contro la stessa ritrosia dell’altro, bloccato dall’ancora troppo recente lutto, paralizzato dai sensi di colpa.
Poi il vento delle verità svelate, spazzando ogni riserbo, darà vigore a quella fiamma che il komiser ha inutilmente tentato di reprimere. Tutto in lui brucerà. Ipek, grande amore di gioventù: la donna giusta al momento sbagliato, quello di un atroce verità a lungo taciuta. Sibel: la donna sbagliata al momento giusto, quello di un’età in cui si comincia a far progetti di vita. E poi il destino beffardo di una notte oscura che porterà in dono “l’amore della vita” , l’unico al cui dito finirà la fede realizzata anni prima dal padre del komiser per la futura moglie del figlio.


Ömer&Elif, due universi lontani che inaspettatamente diventano un “noi” , tra le brutture di ciò che li circonda, tra i tormenti della gelosia, nonostante i molti tentativi fatti per dividerli, gli intrighi, le bugie, le verità celate. Poi, il grande errore,  la grande macchia che, ahimè, si posa sul cuore di Ömer a causa di un  suicidio in cui lui, l’irreprensibile, giocherà un ruolo oscuro. E tra i sensi di colpa che si amplificano nel susseguirsi di notti insonni e tormentate, una frattura irreversibile sembra farsi strada. La frustrazione e l’impotenza del giusto che lotta contro il male rischiano di fagocitarlo, di farne un uomo diverso da quello che è. Lei lo capisce e gli chiede di fermarsi prima che sia troppo tardi. Lui non comprende e, spaventato da una rinuncia che gli appare enorme ed ingiusta, accetta che lei vada via. Svuota la culla dei loro sogni, torna a casa della madre e alla sua vita di poliziotto. Una nuova scrivania, un ruolo di maggior prestigio, un ulteriore riconoscimento al valore. La vita di sempre, quella prima di Elif. “Ma, in realtà, sei morto” dice Melike, aprendo la strada ad un rimpianto feroce, contro cui il komiser combatte invano. Una collana dallo stile inconfondibile riaccenderà il luccichìo dei suoi occhi tristi e con esso la speranza che non tutto sia perduto. “Le storie possono finire, ma certi sentimenti no” aveva profetizzato il komiser in una poetica serata romana. Aveva ragione.


Ömer ed Elif, personaggi che molto ho amato, mirabilmente interpretati. La coppia Engin Akyúrek/Tuba Büyüküstün, un sogno.
Ma ho un debole per le parole, dette o sottintese. E ciò che più ho amato, onore e merito degli sceneggiatori, sono i dialoghi tra i protagonisti. Divertenti, arguti, ironici, venati di poesia, un’armonia di sfumature che ha finito con il comporre un quadro la cui vividezza dei colori ben si accorda all’idea di amore incondizionato che hanno voluto rappresentare.

© MLG79

9 Replies to “Kara Para Aşk, pensieri e parole post 164esima puntata”

  1. Grazie per la bellissima recensione che fotografa in pieno Kara Para Ask. ho conosciuto Engin con questa serie e mi sono persa nella sua bravura, nella sua empatia e soprattutto nei suoi occhi!!! La sua recitazione perfetta diventa sublime con Tuba con la quale ha un feeling particolare poi confermato con Sefirin Kiz. Omer e Elif sono una coppia che non ha veramente all’apparenza nulla in comune ma che diventa una coppia “normale”che vive l’amore incondizionato per il quale si rischia tuttto anche di perderlo per non fare “perdere” la purezza della persona e in questo Elif è stata superiore ad Omer che ha dovuto capire di essere morto prima di tornare indietro. Grazie ancora per le bellissime parole. Maria Rosa

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  2. Bellissima recensione per una serie che mi è entrata nel cuore e non ne è più uscita e che mi ha fatto conoscere un attore eccezionale come Engin, eccezionale perchè solamente con gli occhi tu vivi tutte le emozioni che sta provando in quel momento. La storia di Omer ed Elif è qualcosa di straordinario, l’amore incondizionato che tutti vorrebbero avere nella vita, l’amore che rimane comunque anche se le due persone non stanno assieme, l’amore che ti tiene in vita quando tu sei comunque morto ( Melike) perchè pensi di poterne fare a meno; l’amore che Elif gli dimostra quando se ne va perchè non vuole che Omer diventi buio come tutto ciò che li ha circondati fino a quel momento; l’amore che le fa rinunciare a tutto e ricominciare anche rimanendo attaccata a lui aspettandolo anche senza la sicurezza che Omer avrebbe capito!!!! Infine che dire Engin e Tuba sono insieme polvere da sparo e la conferma l ho avuta con Sefiri Kiz.
    Ho scoperto questo sito per caso e sono veramente contenta di averlo fatto e seguo adesso anche la pagina su Fb. Grazie per il lavoro svolto.

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    1. Grazie Maria Rosa. Sì, l’amore incondizionato fra Ömer ed Elif ci ha conquistate tutte!!! Di lui che dire, se non che è immensamente bravo!! Grazie per seguirci, abbiamo anche il gruppo privato se può farti piacere conoscere altre pazze innamorate di Engin Akyürek

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  3. Mi ricordo la prima volta che la lessi dopo le tantissime parole scambiate, i confronti , le riflessioni attraverso la visione dell’altra; visto soprattutto che mi avevi convinta a guardare la Serie:
    Ti sei iscritta lì? Guarda che Elif è un po’ viziata… Vai a leggere quello spoiler!
    Ma come l’hai già finita!?!
    Che Ricordi , quanti bei momenti; ma i più belli e di cui vado fiera sono quelli legati a ciò che scrivi, come lo scrivi e come lo trasmetti, sempre e da sempre..
    E Sempre grazie per la tua bellissima penna.

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  4. recensione precisa, delicata di una serie che a me e’ tatuata nel cuore. Come diceva Bruna, ogni giorno, come una droga, ho bisogno della mia dose quotidiana, dei miei Omer & Elif, una coppia che non sembra assolutamente televisiva .. anzi ..sembra come guardare una coppia nella vita reale, nel loro quotidiano; e questo poi si esprimera’ al massimo livello con Mavi e Sencar in Sefirin Kizi.
    Grazie ragazze per espirmere i miei stessi pensieri per iscritto, cosi’ bene!
    michal

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  5. “Riportami Nilufer….e ti prego…… riportami Ömer”. La prima dichiarazione d’amore di questa coppia che ci è entrata nel cuore, senza lasciarlo più…..
    Grazie per i bellissimi pensieri, non potevi descrivere meglio quello che KPA è per noi ❤️

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  6. Resterà sempre il mio primo grande amore tra le Dizi. È stata la serie che mi ha spalancato le porte del mondo di Engin Akyürek, dove sono letteralmente sprofondata e da cui non voglio più uscire, o forse non posso 🤔.
    Ti faccio tantissimi complimenti per questa appassionata e appassionante analisi, accurata e bellissima; condivido ogni tua riflessione e riporto una frase ( tra le tante ) traslandola- che mi calza a pennello : “niente sarà più come prima” …
    Grazie per questo tuo lodevole contributo ♥️

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  7. Riflessioni attente che condivido pienamente e che spiegano perfettamente il turbinio di emozioni in cui ci siamo trovate da quando abbiamo conosciuto Ömer ed Elif… “due universi lontani che inaspettatamente diventano un ‘noi’…” e noi con loro 😍
    Grazie ❤️

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  8. Bellissima recensione di una serie che ci è rimasta nel cuore. Non a caso tante di noi non possono fare a meno di vedere e rivedere certi passaggi della stessa che hanno la proprietà di emozionarci, di scaldare i nostri cuori, di farci sperare nell’amore incondizionato a cui tutti anelerebbero. Anche di un lieto fine tante di noi avrebbero bisogno. Ömer e Elif lo raggiungono a che se poi non ci è dato a sapere veramente che risvolti prenderà la loro vita alla luce delle scelte che matureranno…. Comunque certe scene di KPA sono e resteranno per me cibo per l’anima

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