Engin Akyürek tra Ömer Demir e Sancar Efeoğlu

Ho incontrato Engin Akyürek a gennaio scorso, in una notte buia e tempestosa. Una di quelle in cui di dormire non se ne parla e ho scelto di cercare qualcosa da guardare su Netflix in attesa di Morfeo.

Guardo dizi turche da un po’ di tempo: ho iniziato per caso, nell’ennesima nottata in cui il sonno era finito chissà dove e il periodo era fortemente stressante. Per questi motivi mi sono concentrata sulle romcom.

Ho incontrato Engin Akyürek quando dalla romcom ero pronta a passare a qualcosa di più impegnativo e, complice il post di una delle mie moots su twitter, ho deciso di dare “distrattamente” un’opportunità a “Kara Para Aşk” che il mondo conosce come “Black Money Love”, una serie di 54 puntate ambientata a Istanbul e andata in onda in Turchia tra il 2014 ed il 2015 e che, grazie all’inserimento nel catalogo di Netflix, è diventata un vero e proprio caso.

Sono stata rapita da Ömer Demir dal primo momento in cui appare con lo sguardo fiero mentre pedina un malfattore in una Van innevata; mi sono follemente innamorata di lui nel momento in cui appare per quello che è: un poliziotto idealista, totalmente dedito al suo lavoro, buono e concreto, talmente tanto concreto che si sente a disagio mentre è su un palco a ritirare un premio, l’ennesimo per uno dei miglior investigatori della Turchia.

Ma Ömer è anche molto altro, è un figlio devoto, un fratello leale, un amico fraterno, un uomo con una spiccata idiosincrasia per le bugie e un fidanzato. La serie comincia proprio con Ömer che sta per convolare a nozze con la maestra Sibel, apparentemente una brava ragazza, forse anche troppo e – come in ogni dizi che si rispetti – si entra subito nel vivo con il primo colpo di scena: il rinvenimento del corpo dell’amata e di uno sconosciuto uccisi a colpi di pistola, indubbiamente una doccia fredda per il nostro protagonista che non riesce a darsi pace e che promette a sé stesso di scoprire la verità. Così Ömer conosce Elif Denizer, interpretata da Tuba Büyüküstün, elegante designer di gioielli e figlia dello sconosciuto ucciso, e, grazie a lei, nonostante le iniziali ritrosie, la totale mancanza di fiducia e i pregiudizi, comincia a crescere in maniera del tutto inconsapevole, studiando l’italiano solo per impressionarla.

Probabilmente il Komiser e la Sinyorina si innamorano al primo sguardo, seppur inizialmente si comportino come se fossero seduti su un cuscino di spilli. Ma Elif viene minacciata dagli assassini del padre che ne rapiscono la sorella minore e questo la porterà a sporcarsi le mani, scegliendo di non chiedere aiuto a Ömer e tradendone la fiducia. Ömer, ancora ignaro di ciò che nasconde, salverà la sorella, non prima di aver finto di essere compagno della designer per indagare meglio sulla famiglia d’origine della ragazza che cela più di un qualcosa.

Engin Akyürek - Ömer Demir

Ömer per tutta la serie resiste e prende e alimenta la sua forza, anche quando non lo sa, dal suo rapporto con la Sinyorina.
Resiste quando si rende conto di essere amato da Elif e di ricambiarla; resiste perché teme di rompere quel giuramento che lo legava a Sibel.
Resiste quando, influenzato dalle parole della cattiva che non vorresti mai aspettarti, decide di non presentarsi a cena con Elif nonostante sappia che è proprio quello il posto in cui dovrebbe stare.
Resiste quando scopre il vero volto dell’assassino e decide di rinunciare alla propria felicità per un immotivato senso di colpa che lo fa sentire responsabile di cose che non ha mai commesso.
Resiste in tutte le notti insonni, che vengono puntualmente scandite da innumerevoli bicchieri di çay e dalle immancabili borse sotto gli occhi che fanno del Komiser (e quindi di Engin) un uomo infinitamente stanco e sorprendentemente affascinante con i suoi capelli arruffati, le t-shirt con lo scollo a V e le sue felpe con il cappuccio.
Un uomo irrimediabilmente bello, di una bellezza inconsapevole che ti rapisce perché ha le scintille negli occhi e una dolcezza nelle espressioni e nel modo di muoversi che non lascia scampo.

Engin Akyürek regala al personaggio una profondità incredibile: il suo modo di recitare è fluido, naturale, delicato ma incisivo e, soprattutto, non pratica mai l’overacting che, specialmente nel dramma, è una tendenza che purtroppo troviamo spesso.
L’interpretazione del Komiser porterà al nostro Engin una nomination agli IEmmy e molti riconoscimenti, tra cui la vittoria nella categoria miglior attore al Seoul International Drama Awards.

Dopo il battesimo con “Kara Para Aşk” ho sentito il fisiologico bisogno di vedere altri lavori di questo straordinario attore e, tra gli altri, sulla mia strada ho incontrato Sancar Efeoğlu, protagonista assoluto della serie “Sefirin Kızı” andata in onda dal 2019 al 2021 su Star Tv.
La serie, sviluppata in 52 puntate, ha subìto l’avvicendarsi di due co-star con il nostro Engin, per le prime 35 puntate è affiancato da Neslihan Atagül che interpreta il personaggio di Nare Çelebi, mentre dalla 37 in poi si ricongiunge con Tuba Büyüküstün che dà vita al personaggio di Mavi Çinar.

La serie, ambientata a Muğla, parla dell’amore epico di Sancar e Nare, lui figlio di un contadino e discendente di una stirpe di valorosi guerrieri e lei figlia di un diplomatico, cittadina del mondo. Nare e Sancar si conoscono e si innamorano da bambini, si sposano appena è possibile ma accade qualcosa che scompiglia il destino e spingerà Sancar a cacciare Nare dal talamo nuziale, da lì la ragazza spiccherà il volo e per otto anni sparisce dalla vita di Sancar.

Conosciamo Sancar mentre è in preghiera, lo sguardo duro e penetrante, ma qualcosa nel suo atteggiamento tradisce un’infelicità di fondo che restituisce un forte senso di angoscia. È l’uomo forte della sua famiglia, primogenito di una madre orgogliosa e asfissiante, uomo coraggioso e senza paura, e basta veramente un istante per capire quanto queste qualità siano state per lui una croce più che una delizia.

Sancar sta per convolare a giuste nozze ma ha lo sguardo del condannato a morte, il modo in cui indugia prima di dire “Evet” al tavolo degli sposi tradisce la speranza che si ha quando, per sfuggire a un triste destino, speri che si apra il suolo e ti inghiottisca. Alla fine, Sancar troverà la forza di dire “Evet” e di sposare Menekşe, ignaro che Nare stia ascoltando a tre metri da lui.

Engin Akyürek - Sancar Efeoğlu

Un piccolo particolare che non vi ho ancora raccontato è che in questa serie Engin balla molto, e lo fa anche molto bene. Infatti, è proprio durante lo Zeybek che Sancar ritrova Nare che non solo è tornata da lui in modo totalmente inaspettato dopo ben 8 anni, ma ha portato con sé Melek, ossia il frutto del loro amore di cui Sancar ignorava l’esistenza.

Il modo in cui Sancar guarda Nare è un pugno in pieno viso.

Odio, amore, sorpresa, sconcerto, rabbia e sconforto, un misto di sentimenti contrastanti escono fuori dagli occhi di Engin e colpiscono lo spettatore che rimane letteralmente con il fiato sospeso.
Da questo punto si sviluppa la serie che è ricca di colpi di scena, in cui l’argomento della violenza viene trattato in tutte le sue declinazioni. E Sancar è molto spesso una persona violenta, con un evidente problema di fiducia nel prossimo che lo ha talvolta trasformato in una pedina nelle mani dei cattivi, ma il nostro Efe è anche un uomo dalla straordinaria intelligenza, geniale nel prevedere le conseguenze delle sue azioni ed estremamente sottile quando decide di sferrare la sua vendetta.
Il figlio del contadino, straordinariamente attaccato alla sua Patria, si scopre un padre amorevole e dedito a sua figlia, con cui crea un duo fantastico, che spesso l’aiuterà nel percorso di crescita e di presa di coscienza attraverso cui cercherà di farsi perdonare da Nare, di imparare a fidarsi del prossimo e di prendersi finalmente ciò che merita, ossia una felicità che ha seppellito sotto una montagna di doveri nei confronti della sua famiglia e della sua gente.

Sancar per tutta la serie combatte.
Combatte contro sé stesso quando capisce che il suo matrimonio è fondamentale per garantire una discendenza alla sua stirpe di valorosi guerrieri.
Combatte per imparare a diventare il buon padre di una figlia che ha conosciuto già grande e di cui si è perso tanto, troppo.
Combatte per mantenere il suo mondo in equilibrio, tra una madre egoista che pur di salvare la forma è capace di terribili nefandezze, un fratello che ci metterà troppo a capire che i vestiti del primogenito non sono di certo i più comodi e una sorella che aiuterà a sbocciare.
Combatte contro coloro che cercano di negargli la felicità.
Combatte contro le ingiustizie, sempre.

E non appena tutto sembra aggiustarsi, per Sancar e Melek ricomincia tutto da capo.

L’uscita dal cast dell’attrice principale non è una cosa semplice da gestire per una serie collaudata e il rischio della “storia interrotta” pendeva come una spada di Damocle su tutte e 15 le puntate restanti.
Ma, invece, il lavoro degli sceneggiatori e la scelta di una co-star con cui Engin ha un rapporto già collaudato contribuiscono a dare alla storia una nuova freschezza e un senso di naturalezza che non mi aspettavo di vedere.
Mavi è un personaggio complesso, la vita l’ha presa a calci nel modo peggiore possibile ma non per questo lei si è indurita, è una donna dalla straordinaria bontà e dolcezza e riesce a conquistare chiunque incontri sul suo cammino.
Sancar si imbatte in Mavi per un fortuito caso del destino ed entrambi capiscono che il fato li ha fatti incontrare per una ragione precisa e cominciano a guardare il mondo nella stessa direzione, si tengono per mano, si credono, si sostengono, combattono insieme e riescono a diventare l’uno la ragione intrinseca dell’altra.
Sancar continua a combattere per sé stesso e per la sua famiglia, stavolta non da solo.

Engin, premiato per questa interpretazione come migliore attore al Festival internazionale di Izmir, è riuscito a dare vita a un personaggio molto profondo e poliedrico. Efe è tante cose, è un uomo forte, duro, talvolta spietato ma è un uomo che piange molto, ostinato nel volersi riscattare agli occhi di Nare e voglioso di riempire i vuoti di Mavi, un uomo spiritoso, leale, buono, che soffre e che si tiene tutto dentro, che non dorme ma che finge di farlo solo perché sa che Melek ne sarebbe troppo preoccupata. Sancar scopre la leggerezza che si cela dietro le porte del suo mondo che non ha paura di attraversare quando è preso per mano dal suo amore incondizionato e consapevole.

A mio parere, Sancar è il personaggio interpretato da Engin che ha una crescita maggiore perché nasce come un eroe imperfetto, con molte ombre e poche luci, ma che finisce per essere una stella luminosa, in grado di illuminare il cielo di Bodrum.

Alice

4 Replies to “Engin Akyürek tra Ömer Demir e Sancar Efeoğlu”

  1. Ömer e Sancar, il perfetto e l’imperfetto, il giorno e la notte, due personaggi così diversi che hanno conquistato i nostri cuori grazie alla magistrale recitazione del nostro Akyürek. Grazie Alice per questo articolo che descrive così bene il perché di tante nostre notti insonni passate a divorare la bellezza di queste due eccezionali interpretazioni ❤️

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  2. Bellissima recensione. Sono due personaggi diversi, che sono messi alla prova dalla vita che fa crollare il mondo in cui credono, il loro faro. La famiglia, l’amore e la verità. In modi diversi maturano diventando non supereroi, ma eroi di tutti i giorni. Grazie Alice per questo tuo racconto

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  3. Bellissime recensioni: pensieri e sentimenti che abbiamo provato e riproviamo quando la voglia di rivedere certi spezzoni in cui la recitazione magica di Engin ha dato vita ai personaggi di Ömer e Sancar si fa più forte. İn certe giornate ne ho bisogno. Sono un balsamo per l’anima, sarò sempre grata a questo grande attore per questo. Quindi, grazie amica per questa tua testimonianza! ❤️

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