Engin Akyürek
Un omaggio alla poesia fotografica di Engin Akyürek

Ci sono gesti che nascono in silenzio, pensieri che non cercano clamore. A dicembre scorso, in un tempo tutto mio, ho sentito il bisogno di fermarmi. Di rallentare lo sguardo. Di concedermi una coccola, un momento intimo, uno spazio in cui bellezza e parola potessero danzare insieme.

È nato così questo piccolo lavoro, che oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, ho deciso di condividere. Una raccolta di fotografie pubblicate da Engin Akyürek nelle sue stories – immagini a mio avviso profondamente poetiche – abbinate a versi scelti, frammenti di pensiero, respiri d’anima.

Non è un progetto “ufficiale”, ma un gesto d’affetto. Un regalo fatto a me stessa che oggi desidero regalare a chi, come me, ama la poesia e riconosce la bellezza quando la incontra.
Perché le emozioni belle vanno condivise.
Perché la poesia – come ci ricorda Wisława Szymborska – “non piace a tutti”, ma per chi la ama, può diventare rifugio, cura, respiro.


Nel silenzio delle sue immagini, Engin Akyürek ci parla.
Non con le parole, ma con la luce, con l’inquadratura, con la scelta di ciò che resta dentro il campo visivo e di ciò che viene lasciato ai margini.
C’è uno sguardo contemplativo, a volte malinconico, a volte ironico. Uno sguardo che osserva il mondo come chi ne fa parte, ma anche come chi sa fermarsi a sentire la vita scorrere.

Ecco allora che a quelle immagini si intrecciano i versi di Alda Merini e Orhan Veli Kanık, di Pessoa, Neruda, Hikmet, Baudelaire, Emily Dickinson, Kafka. Ogni poesia scelta non è mai casuale: risponde a un’intuizione, a un’eco interiore, a un dialogo segreto tra lo scatto e il verso.
Il gatto di Baudelaire sembra uscire da una delle sue foto in bianco e nero. Le onde del mare di Jacques Brel si increspano negli orizzonti turchi. Istanbul viene ascoltata ad occhi chiusi, come scrive Orhan Veli, e sembra di vedere lo stesso Engin camminare in silenzio, perdendosi nei suoni della città.


Questo lavoro è anche, in fondo, un modo per celebrare l’artista Engin Akyürek.
Non solo attore straordinario, capace di trasformare ogni personaggio in un mondo interiore complesso e vero. Ma anche scrittore profondo, autore di due libri – Sessizlik e Zamansız – che speriamo un giorno di poter leggere in italiano.

Chi lo segue lo sa: Engin è un animo sensibile, un osservatore del mondo, un uomo che sembra abitare il tempo con uno sguardo sempre attento e partecipe.
Lo si intuisce nei suoi racconti, nelle sue interpretazioni, nelle interviste che lascia con parsimonia ma che restano scolpite.
E sì, anche nelle sue fotografie.


Scaricate, se volete, questo omaggio che ho intitolato “Quando tace il rumore della folla”, da un verso di una poetessa che amo particolarmente, Alda Merini.
Un titolo che richiama il silenzio necessario alla poesia, ma anche quello spazio in cui le immagini possono finalmente parlare.
Che sia per voi, come lo è stato per me, una piccola pausa di bellezza.
Un respiro profondo.
Un sogno, in versi e immagini.

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6 Comments

  1. Engin Akyürek, il cui sguardo ci trasmette emozioni per cui le parole diventano superflue, le cui fotografie e la musica che sceglie nel proporle sono una preziosa fonte d’ispirazione che ci travolge. Chi non ha subito questo incantesimo? Ma c’e’ qualcuno che sa rappresentarci magnificamente tutto ciò e ci fa un regalo prezioso in questa giornata particolare! Grazie Ros!!

    1. sapevo che avresti apprezzato 😉

  2. grazie

  3. Ammiro la tua sensibilità e la capacità di trasmetterla a chi legge…

Ros

Giornalista freelance, ghostwriter, content editor, sommelier, mi occupo di uffici stampa e comunicazione. Scrivo, leggo, ascolto musica, divoro film e serie tv. Soprattutto turche. Soprattutto con Engin Akyürek. Il mio sogno? Intervistarlo

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