Che fareste se mentre siete intente a parlare con un’amica per strada, girando appena la testa vedeste a mezzo metro da voi Engin in persona?
Non c’è bisogno di fare un sondaggio, sono certa che la maggior parte delle intervistate risponderebbe che rimarrebbe ammutolita. La bocca, che giusto qualche istante prima era occupata a emanare suoni articolati in parole e frasi, non importa se di senso compiuto o per ingannare l’attesa di un incontro tanto atteso, come in risposta ad un automatismo meccanico, improvvisamente si tappa. Insomma, smetti di parlare, non fiati, perdi la parola, ti chiudi in un silenzio metafisico, perché ogni tuo senso, ogni tua facoltà, ogni tua energia, ogni sinapsi del tuo cervello è impegnato a fare l’unica cosa intelligente che puoi fare in quel momento, che no assolutamente non sarebbe quella di parlare, dato il rischio altissimo di dire cavolate, ma invece è: guardare affascinata ciò che hai a lungo desiderato si avverasse, chiedendoti (dentro di te, s’intende) “ma è tutto vero, o sto sognando????”.
È pressappoco quello che è successo alla nostra bellissima amica Marisa P. qualche giorno fa in quel di Istanbul incontrando il nostro amato Engin Akyürek . Sia chiaro che non si è trattato di incontro fortuito, ma di un evento “sudato”. Anzi, come dice, lei dovuto “Ai pianeti che si sono allineati. Sentivo che sarebbe successo qualcosa e quindi ho azzardato annullando il volo di ritorno”.
Ma andiamo con ordine. La nostra amica Marisa P qualche sera fa, appena rientrata da Istanbul, a conferma di avere io un posto speciale nel suo cuore – cosa per la quale le sono particolarmente grata – mi manda una foto di lei abbracciata a Engin.
La mia prima reazione è stata sgranare gli occhi!!!
Reduce da una giornata in cui i miei pianeti invece non erano stati affatto allineati, ho avuto un sussulto, una specie di tuffo al cuore, come se colei avvolta dall’abbraccio di Engin fossi io, e come per incanto il mio umore è salito alle stelle.
La dolcezza delle parole che accompagnavano la foto ha fatto il resto: “Ciao Ros come stai? Volevo renderti partecipe di un momento incredibile”.
Un istante prima ero stanca, con l’umore peggiore che potessi avere, un istante dopo mi ritrovo a rispondere di getto “Marisaaaaa, raccontamiiiiiiiiiiii”. Con tutte quelle vocali, era chiaro che fremevo dalla voglia di sapere per filo e per segno tutto, ma proprio tutto. Anzi: tuttooooooooooo!
Ne è nata una specie di intervista, con la sottoscritta in realtà che intercalava il suo racconto più che altro con suoni del tipo: “eeeeee….?” “quindi”? “e poi?” “ma dai!” con una metaforica coppa di pop corn in mano.
Ho dato forma ai miei gridolini, formulando meglio le domande che da persona mediamente intelligente avrei potuto fare in quel momento, per raccontare questo meraviglioso incontro con Engin Akyurek, che ci conferma l’idea di persona empatica e dolce che ci siamo fatte di lui. Ringrazio Marisa per essersi lasciata convincere a condividere con tutte voi che state leggendo questa esperienza pazzesca.
Allora, Marisa sei andata a Istanbul e poi….che cosa è successo?
Avevo programmato un viaggio a Istanbul dal 1 al 5 novembre, ma avevo da subito chiesto in ufficio un giorno in più di ferie, perché sentivo che una ragione importante mi avrebbe potuta “costringere” a rimanere ancora un giorno. E questo è proprio quello che è accaduto!
Cioè? Sei rimasta un giorno in più per lui??
Dunque, sapevo dove è stato allestito il set di Netflix, o meglio avevo un’idea precisa di un set sul Bosforo nella parte asiatica, un’amica che era stata a ottobre ad Istanbul aveva notato infatti, arrivando col traghetto, che stavano lavorando in quei paraggi, così come prima cosa sono andata in perlustrazione il sabato. Arrivandoci sempre dal Bosforo, ho trovato lo yalı ( le grandi case un tempo costruite sulle rive del Bosforo si chiamano così) “sospetto”, ma aveva tutte le finestre chiuse: non c’era nessuno che lavorasse per le riprese cinematografiche. Mi sono comunque fermata a perlustrare la zona dalla parte della strada ed effettivamente sembrava che non ci fosse alcun movimento riferibile a riprese.
Qualcosa mi dice che non ti sei arresa..
Sì, ci sono tornata la domenica, ancora via mare. Lo yalı questa volta aveva tutte le finestre aperte e sul lato della strada all’ingresso c’era un gran movimento di persone, auto, furgoni… Uno dei portoni era aperto, erano le 17, c’era un servizio di catering e i tecnici, gli operatori, stavano cenando. Sembravano tutti in attesa di iniziare le riprese.
Momento propizio, quindi…
Ero con un’amica, ci siamo avvicinate a due ragazzi del set per chiedere di Engin, ma non conoscevano l’inglese. I due allora molto carinamente hanno chiamato un terzo ragazzo che parlava inglese. A lui abbiamo chiesto se Engin fosse presente in quel momento. Ci ha risposto che non c’era ma che sarebbe arrivato. Ho chiesto allora di poter lasciare due libri da firmare e lui mi ha assicurato che avrebbe chiesto per noi a Engin di firmarli. Ci siamo scambiati i numeri di telefono perché potesse avvisarmi una volta firmati, per cui ci siamo accomodate in una pasticceria lì di fronte in attesa di Engin e della telefonata di questo gentilissimo ragazzo. Dopo un paio d’ore, però, riceviamo una grande delusione: dopo aver controllato il programma, il ragazzo ci messaggia comunicandoci che Engin non sarebbe più arrivato. Gli chiedo allora se potessi comunque lasciargli i libri per ritirarli il giorno successivo, ma lui ci spiega che il lunedì è il loro giorno di riposo. Avrebbe potuto farli firmare il martedì, ma prima di confermarcelo è andato a controllare il programma delle riprese. Ci conferma così che Engin sarebbe stato sul set il martedì. Peccato però che il nostro volo di ritorno era previsto proprio per quel giorno. Dopo esserci illuse per due ore, la delusione è stata grande! Quindi sono andata a riprendermi i miei libri….
A quel punto bisognava decidere: o rassegnarsi oppure ostinarsi…
Io e la mia amica ci siamo chieste “Che si fa”? Io ero dell’idea che se il destino chiama non rimane che rispondere alla “chiamata”! E quindi abbiamo deciso di posticipare il volo di ritorno a mercoledì, cioè oggi!
Quindi nuova perlustrazione?
Non proprio, il martedì ho chiamato al telefono il ragazzo per chiedergli del programma delle riprese di Engin. Lui mi ha confermato che sarebbe andato sul set quel giorno alle ore 17.
Non ci posso credere!!! Immagino l’impazienza!
Erano le 10.00 del mattino, gli ho spiegato che potevo raggiungere il set nel primo pomeriggio (in realtà mi ero già incamminata!) Insomma, ci siamo accordati per le 17.00, ma io alle 16.30 ero già lì. La mia amica mi aveva lasciata sola tutta la giornata perché aveva modificato il suo programma, ma io non mi sarei per niente persa l’arrivo di Engin.
Com’era la situazione sul set?
C’era un gran movimento di persone, auto, furgoni dei tecnici, operatori, ero molto incuriosita da tutto quel che succedeva, entravano continuamente persone nello yalı. Ho incrociato subito il ragazzo assistente di Engin, anche lui molto impegnato, ma così come mi aveva promesso, ha preso volentieri i miei due libri, garantendomi che li avrebbe portati a Engin per la firma.
A quel punto dovevi “solo” aspettare?
Mi sono sistemata in un angolo, da cui guardare i movimenti di persone, auto e furgoni evitando assolutamente di essere d’intralcio. C’erano diverse persone perennemente al telefono, sembravano aspettare notizie importanti, forse anche riguardo l’arrivo di Engin.
Ho pensato che qualcuno di questi potesse vedermi come un elemento di disturbo, ma ho cercato di essere quanto più possibile discreta e “trasparente”. Nel frattempo, guardavo dentro tutte le auto che arrivavano davanti a me e davanti allo yalı, sperando di veder scendere Engin.
Sei rimasta tutto il tempo da sola ad aspettare che qualcosa accadesse?
Poco prima delle 18 è arrivata la mia amica con un nostro amico turco che ha un taxi vip, ed è grazie a questo servizio che lo abbiamo conosciuto proprio l’anno scorso in occasione della fiera del libro di Istanbul.Visto che io non avevo grandi notizie da riferire, questo nostro amico ha voluto tentare di chiedere aggiornamenti entrando nella yalı. Io ho provato a farlo desistere perché avrebbe potuto essere controproducente rispetto al nostro intento di vedere Engin, avere le firme sui libri e magari anche una bella foto con lui.
Beh insomma, giacché eri lì sognavi in grande!
Del nostro desiderio, mio e della mia amica, di avere una foto con Engin, ne avevo parlato anche al ragazzo gentilissimo che avevo preso i libri. Ma su questo non ci aveva garantito nulla, perché erano molto impegnati e i tempi delle riprese erano pressanti, pertanto Engin non avrebbe sicuramente potuto perdere troppo tempo con noi.
E il vostro amico che fa?
Entra nello yalı! Ma poco dopo esce con una ragazza, forse la segretaria di produzione, piuttosto arrabbiata, che lo tratta anche in modo un po’ rude. Questa ragazza gli dice che il programma di riprese cambia continuamente e ci suggerisce di andar via perché quella sera non erano previste riprese con Engin. Insomma, la nostra presenza le dava molto fastidio.
A quel punto, voi che avete fatto?
Sul marciapiedi, dove eravamo, erano posteggiati anche alcuni furgoni, davanti ai portoni dello yalı. Così decidiamo di appartarci dietro uno di questi furgoni per non farci vedere dalla ragazza. Eravamo sicuri che Engin avrebbe registrato, perché il suo assistente ci aveva garantito che doveva recitare delle scene sulla barca davanti allo yalı sul Bosforo. La ragazza voleva scoraggiarci per farci andare via. Ma noi siamo rimasti, senza dare fastidio. Ci siamo sistemati tutti e tre sul marciapiede dietro questo furgone, davanti a uno dei portoni chiusi dello yalı.
Quand’ecco…
Stavamo chiacchierando, quando a un certo punto il nostro amico sgrana gli occhi e dice “Ma è Engin bey…”. Io mi giro a guardare alla mia destra e a mezzo metro da me, molto vicino a me, vedo un ragazzo in jeans con un giubbino grigio, piegato sulle ginocchia, che non ho capito se fosse intento ad allacciarsi le scarpe, stesse sistemando un calzino o il pantalone. Insomma, lo guardo incredula, il mio cervello non riusciva a registrare quello che i miei occhi stavano osservando… Engin era lì a due passi da me che si sistemava un calzino.
E tu?
Ho cominciato a guardarlo quasi ossessivamente per accertarmi che fosse proprio lui, lì piegato così! Accanto a lui c’era un omone alto e robusto, poteva essere il suo bodyguard.
E poi? (notare che anche le parole della sottoscritta diminuiscono…)
Il nostro amico allora inizia a parlargli in turco, mentre lui lentamente si alza in piedi continuando a “sistemarsi”. Gli spiega che io e la mia amica siamo sue grandi fan e che veniamo dall’Italia. Gli fa molti complimenti da parte nostra, gli spiega che addirittura abbiamo cambiato il volo per poterlo incontrare e avere la sua firma sui nostri libri.
E lui?
Engin rimane stupito e incredulo del fatto che abbiamo cambiato il volo per lui e domanda al nostro amico “ma dici sul serio???” Era sorpreso e divertito. Il nostro amico gli riferisce che ci avevano detto che non avrebbe voluto firmarci i libri, ma lui risponde che assolutamente non era vero e che li avrebbe sicuramente firmati, ma in un momento in cui era libero dagli impegni stingenti del set.
Come ti è sembrato Engin?
Engin era lusingato e felice per tutti i nostri complimenti e impressionato dai nostri sforzi per poterlo incontrare. Ci ha accolto con gioia, ci ha stretto la mano, dandoci la possibilità di presentarci. In realtà io e la mia amica non siamo riuscite a dire una parola, per fortuna che a parlare c’era il nostro amico….
E la foto?
E’ stato proprio il nostro amico a spiegargli che era nostro grande desiderio avere una foto con lui. Ed Engin è stato semplicemente favoloso! Ha detto che era ben felice di fare una foto tutti insieme, la sua espressione è stata appunto “Hep beraber!” allargando le braccia con entusiasmo! In quel momento siamo scoppiate di gioia, non ci speravamo per niente vista la piega che aveva preso la serata!
Insomma, arriva il fatidico momento della foto!
C’è stato un momento di confusione: con quale telefono? chi l’avrebbe scattata? Sembrava che l’intenzione di Engin fosse fare un selfie tutti insieme scattato da lui, lui è il maestro dei selfie! In pratica si è avvicinato a me abbracciandomi, io pure mi sono stretta a lui nel suo abbraccio, la mia amica è andata alla sua destra e il nostro amico ha scattato le foto!
Quindi, tornando all’inizio, ci avevi visto giusto!
Eh si, quel giorno in più che ho chiesto di ferie in è stata veramente la premonizione di un giorno meraviglioso, nonostante gli influssi negativi che hanno cercato di oscurarlo, tutto quel che doveva accadere è accaduto!
Ora la domanda delle domande: com’è Engin da così vicino?
Engin è ancora più bello di come appaia nelle foto! È veramente adorabile, umile e gentile, trasmette davvero sensazioni uniche, nonostante sembri essere una persona molto semplice, cioè intendo dire affabile e cordiale. Il nostro amico, che in realtà non lo conosceva ma ne aveva sentito parlare solo da noi, ne è rimasto affascinato. Anche lui ha detto che è una persona veramente empatica, si è calato nei nostri pensieri e nei nostri sentimenti: è stato gentilissimo. Sicuramente il nostro amico ha colto molto questo aspetto perché ha parlato insieme a lui in turco, riferendo poi a noi in inglese. Ma noi abbiamo colto tutta la sua bellezza, che è una bellezza insita soprattutto nella sua anima! La sera non riuscivo a dormire per l’emozione vissuta e soprattutto perché è accaduto in un modo così imprevedibile!
Lo sai che sono felice per te, vero? Sembra tutto così incredibile!
Le coincidenze inimmaginabili sono state tante, a partire dal giorno in più chiesto di ferie. Anche il fatto che l’anno scorso avevo visto Engin sul set di Adım Farah proprio nello stesso giorno, il 5 novembre, fino allo “scontro” del nostro amico con la ragazza che ci ha suggerito di sparire dalla sua vista e fare in modo che ci allontanassimo dietro il furgone proprio davanti al portone da cui è uscito Engin, senza che nemmeno me ne accorgessi. Quindi, nonostante tutto, devo ringraziare anche lei!
E infine devo confermare, se il destino chiama… bisogna sempre rispondere! In effetti si è trattato di un momento speciale che potrei spiegare dicendo metaforicamente che solo un allineamento di pianeti in cielo ha potuto decretare questa mia fortuna di incontrare ancora Engin.
Ros & Marisa
Nell’attesa che i pianeti si allineino anche per noi 🙂 ci godiamo queste belle foto di Istanbul, grazie Marisa!








Brava , Ros, mi piace leggerti😊
Grazie Mary 😊
Cara Marisa, hai passato dei momenti indimenticabili e provato delle emozioni indescrivibili proprio perché inaspettate, nel vostro incontro con Engin! Sei stata fortunata, la tua tenacia è stata premiata. Grazie per averle condivise con noi, fornendoci la prova provata che lui è la persona con il cuore d’oro che tutte amiamo! Un abbraccio forte!!
🫶
Grazie Marisa e sopratutto grazie a Ros di aver “carpito ” questa intervista! È sempre un’emozione leggere di incontri con il ns Engin.
Mi hai rallegrato la giornata!
🫶😚
Moc krásně popsán zážitek ze setkání s Enginem. A Marise velké díky, že se s námi podělila o tento úžasný zážitek.
Moc krásně popsán zážitek ze setkání s Enginem. Moc děkuji a jako bych tam byla také.
🫶
Grazieeee Marisa ,grazie Ros per aver condiviso con noi l’ emozione di questo incontro,per quanto un velo di sana invidia ( giusto per essere sincera🤪) ci assale ogni volta che una fan incontra il nostro Engin bey, è sempre una gioia ricevere, dalla descrizione che ne fanno, che quello che si intuisce dalle foto ,dalle interviste ,dai racconti cioè la ‘ splendida persona che è ‘ in qualche modo trovi conferma (anche se per me non cambierebbe niente😂)
Per rispondere alla domanda di Ros:immaginare Engin a 50 cm da me inchinato ad aggiustarsi un calzino ?🤦
Nemmeno con i pianeti allineati riesco a pensarlo 😂😂
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Mai un premio alla costanza e alla determinazione deve essser stato più gradito! Ros la tua descrizione è così coinvolgente che mi pareva di esser presente anch’io…
Grazie Mary!!!! Un premio fantasticoooooo 🙂