Indagare la propria anima grazie a Engin Akyürek

Gli anni passavano, passarono…sono passati e si è ritrovata, non si sa come, a pensare che non era più giovane e che il tempo davanti a lei non era infinito, come era stata portata a credere fino a quel momento. Si accorse allora che si era lasciata vivere o meglio che la sua vita era stata un’eterna corsa nel tentativo di mettere insieme il mattino con la sera. Una vita fatta di tanti doveri che lei aveva svolto diligentemente, come tutti  si aspettavano che facesse. Aveva cercato di essere quindi una buona figlia, moglie e madre che lavorava e si impegnava socialmente. Alle volte erano stati stressanti i tentativi di conciliare gli impegni quotidiani e la cura dei figli che amava con tutto il cuore, anche perchè era lei a portare il carico maggiore. Successe che, credendo comunque fermamente in quello che faceva, non avrebbe saputo vivere diversamente ma perse di vista sé stessa, dato che era stata sempre ultima nelle sue priorità.. e fu così che alla fine si ritrovò ad essere sola.

 I figli avevano trovato la loro strada e avevano le loro vite, com’è giusto che sia, ma il rapporto su cui aveva investito la sua vita si rivelò diverso da come l’aveva vissuto e si sfaldò. Si rese conto allora come fosse stato sbagliato far prevalere anche nel rapporto di coppia, interessi altri, cause di forza maggiore, che finiscono per trascurare gli aspetti che solidificano e rafforzano una relazione fra un uomo e una donna. Scoprì, alla luce dei comportamenti del compagno della sua vita, che aveva dato per scontato tante cose e forse tanto amata non lo era stata mai….
Passò momenti di sconforto e reagì, impegnandosi nel sociale, come aveva sempre fatto. Quello che non fece e giurò di non fare più fu leggere romanzi d’amore e tanto meno guardare film romantici sullo stesso tema…faceva troppo male.

 Questo andò avanti per un po’ d’anni, fino a quando – complice anche il periodo di forzato isolamento- a cui la pandemia aveva costretto tutti, si soffermò sul titolo di una serie e lei, che non aveva sopportato questo tipo di cinematografia in tutta la sua vita, fu attratta dalle parole contenute nello stesso. Si parlava di denaro sporco – l’amore era citato in fondo –  e forse per deformazione professionale – nella banca in cui aveva lavorato si era occupata di antiriciclaggio – decise di vedere di che cosa si trattasse.

Fu lì che l’aspettava la vera sorpresa: su una muraglia che sovrastava un paesaggio innevato, sconosciuto e selvaggio si muoveva un giovane con una pistola. Era alto, con folti, ricci capelli corvini, i suoi occhi espressivi erano neri e profondi.

Ne rimasi incantata e incuriosita, ancora di più perchè parlava una lingua indecifrabile al momento e dissimile da tutte quelle che ero abituata a sentire anche se non padroneggiare, questo fin quando non pronunciò la parola magica: “Yok”, allora mi si aprì il cuore! “Yok brate”  che significa “no fratello” è un’espressione che si sente in Bosnia tuttora. Capii allora che quell’attore parlava turco, che la lingua turca poteva essere anche dolce, e mi si aprì un mondo.  Un mondo che in altri modi avevo cercato di esplorare.
Fu così che incontrai Engin Akyürek e le mie giornate diventarono meno buie.

Senza volerlo, sono passata alla prima persona singolare e a questo punto continuerò cosi….

 Ma qua devo fare un po’ di storia. Sono nata in una zona di confine, sono bilingue (italiano-sloveno), sono in grado di capire le lingue slave dei Balcani, ho conosciuto la Jugoslavia e in parte visitata e sono da sempre stata attratta dalla storia e cultura turca. La mia bisnonna  materna Filomena, era nata ad Omiš (Spalato), situato in un’insenatura roccaforte dei pirati uscocchi che si difendavano dai Turchi….chissa se fra le mie ascendenze…

 Nelle scuole della ex Jugoslavia si insegnava che quello Stato federativo era comporto da sei repubbliche, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni e due alfabeti. Una di quelle religioni era la mussulmana . La dominazione turca plurisecolare nei Balcani, ha profondamente inciso negli usi, costumi e nei vocaboli e  terminologie usate nelle lingue di quelle repubbliche – in Bosnia in particolare – anche dopo il disfacimento della Repubblica federativa e della guerra.

Vivendo in una zona che confina con questo mondo ed in parte appartenendo alla minoranza slovena, la multiculturalità di queste terre mi ha affascinato da sempre. Da sempre l’ho considerata una ricchezza. Con emozione, nelle serie che Engin Akyürek mı ha fatto amare ho sentıto parole come: kısmet (destıno), top (cannone), maymun (scimmia), para (denaro) che conoscevo gıà dal bosnıaco mutuate dal turco, ma non ho stentato a riconoscere anche camı =džamija  (moschea), cep =žep (tasca),  hadi= hajde (forza, andiamo!!) e pure kral ve kraliçe= kralj in kraljica (re e regina in sloveno), per non parlare dell’immancabile çaj = čaj (il te’) e potrei continuare…

Come nota di colore, mi piace ricordare solamente che le canzoni che parlano d’amore e che fanno parte della musica popolare soprattutto della Bosnia Erzegovina vengono chiamate sevdalinke, la cui radice ci riporta a sevgi, la parola amore in lingua turca che abbiamo imparato a conoscere. Il loro genere è  comunque diffuso in tutta la regione della ex Jugoslavja inclusa Croazia, Macedonia, Montenegro e Serbia. Il loro stile orientaleggiante ricorda molto le canzoni che si sentono nelle serie di Engin.

 Ma anche le specialità gastromiche turche che la mamma di Ömer ın KPA  prepara o in altre serie venivano servite, non mi erano sconosciute: l’immancabile çorba = čorba (minestra), pogaça = pogača – (torta, focaccia). – Da notare che ç e č, ş e š si pronunciano alla stessa maniera in turco e nelle lingue slave. –  In Slovenia si può trovare anche il kajmak, formaggio cremoso dal sapore forte da abbinare alla carne alla brace, i börek = burek per non parlare dei kebap = kebab, che tutti conosciamo, e la baklava (l’ho sentita chiamare sempre così e non il baklava…). A casa mia poi facciamo da sempre la sarma, gli involtini di carne però sono fatti con le foglie intere di cappuccio acido, accompagnandoli con lo yogurt e anche  la boranja che è uno spezzatino di carne a cui vengono aggiunti i fagiolini.

  E qua mi fermo. Se mi sono dilungata su questo argomento è solo per far capire  come anche queste affinità mi abbiano fatto sentire ancor di più vicina al mondo di Engin e agli spaccati di vita e di abitudini che anche nella quotidianità di quel popolo lui ci rappresenta.

Fatto sta, che dopo aver sognato una vita di visitare Istanbul e la Turchia – sogno finora irrealizzato – anche per queste ragioni, dopo aver letto la maggior parte delle opere di Orhan Pamuk, di Altin e le poesie di Nazim, fin dalle prime scene, dopo aver seguito la recitazione magica di Engin Akjürek che lui compie con i suoi gesti, i suoi occhi e la sua espressività, coronata poi dalla sua voce carezzevole dolce, disperata o tuonante che non potrei sentire doppiata, è stato facile innamorarmi di lui. Attraverso le serie da lui interpretate ho potuto vedere i bellissimi paesaggi e panorami che avevo sempre sognato e conoscere quella cultura attraverso il vissuto, seppur romanzato, dei vari strati sociali di quel popolo .

Però è lui che mi ha fatto sognare, mi ha fatto provare emozioni sopite da tempo,  mi ha fatto soffrire, piangere o ridere con lui seguendo – nel caso di KPA,  il dipanarsi di una storia tragica con una trama a volte crudele con passaggi criminali, ma anche con grandi passioni e sentimenti compassionevoli ed amorosi che lui, come protagonista, sa rendere magistralmente. Paradossalmente, per il suo tramite ho ritrovato un po’ di pace in me stessa, in una sorta di catarsi o autoanalisi, mi sono ritrovata in certi passaggi della storia di certi protagonisti man man che si svolgevano. Seguendo poi questo attore formidabile in tutte le sue avventure cinematografiche girate finora, ho rivissuto ancora l’amore, l’amarezza, l’incomprensione, la  disperazione come solo lui le sa trasmettere. Tutte le sensazioni che avevo voluto seppellire nel profondo del mio animo. Ma Engin mi ha fatto riaprire il vaso di Pandora e come in un fiume in piena mi sono lasciata travolgere dalle emozioni che provavo…
Chissà se Engin si rende conto degli effetti che la sua potente recitazione produce?  Le innumerevoli fan che lo acclamano e impazziscono al suo apparire lo avranno ormai reso consapevole dell’ascendente che ha sul pubblico femminile, ma non sono solo i suoi bellissimi occhi che parlano, i suoi folti capelli neri, la sua bocca, le sue mani , il suo portamento, che emanano una forte carica sensuale a produrre tutto ciò…oltre questo c’è tanto altro. La sua recitazione ti scava nell’animo, mette a nudo sensazioni che non sapevi di poter ancora provare….Chissà se è consapevole di ciò?? Tutto questo, unito al fatto di averci rivelato la bella persona che è , attraverso le sue opere, i suoi scritti , fa il resto.

 La partecipazione con cui seguo in particolare certe scene di KPA che ripetutamente ho visto e sento il bisogno di vedere ancora, mi fanno provare sensazioni che non avevo mai provato. Mi riscopro giovane e sognatrice: sono un cibo per l’anima! So di non essere sola in questo… Engin  se ne rende conto? O meglio per mutare un’espressione che abbiamo imparato a usare: “Che ne sa Engin?”

 E giàcchè è lecito sognare, qualche volta penso che mi piacerebbe chiederglielo di persona, vedendolo da vicino, sentendolo rispondere con la sua meravigliosa voce e interloquendo col mio stentato turco elementare…   gli chiederei poi di mettere una dedica sul suo libro che gelosamente custodisco.  Altre volte penso invece che mi accontenterei anche solo di vederlo da lontano, quando siede al tavolino del suo Caffè preferito nel suo quartiere di Istanbul a leggere un libro. Preferirei non disturbarlo….e poi non sono mica Irene….anche se anch’io ho sognato di passare le mani fra i suoi folti capelli neri, carezzargli il viso e tenere le sue mani nelle mie e magari baciarlo, è giusto ad un certo punto ritornare alla realtà. Forse tutti questi sogni non mi si addicono..

Esagero? Ed ancora, sono patetica, da compatire? Qualche volta me lo sono spassionatamente chiesta.

Forse, a suo tempo, avrei giudicato una persona in preda alle emozioni che ora  ho descritto disperatamente sola e forse un po’ disturbata…io che ero abituata a non perdere mai il controllo..ma magari di questi tempi, quando tutti ci siamo scoperti più fragili, tutto è permesso e le chiavi di lettura di certe reazioni e comportamenti possono essere riviste!

Grazie, Engin!

                                                                                                                    

Bruna Zorzini

17 Replies to “Indagare la propria anima grazie a Engin Akyürek”

  1. Cara Bruna, grazie per averci rese partecipi dei tuoi pensieri più intimi. Mi hai commosso veramente. Condivido molti dei tuoi ragionamenti ma ormai ho smesso di pensare cosa sia lecito, illecito o moralmente sconveniente .Penso che tutto quello che ci far star bene sia più che giusto, in barba ai bacchettoni e ai ben pensanti. Tra di noi possiamo urlare , senza imbarazzo , che AMIAMO Engin Akyürek e riempirci la bocca con questa parola . Tutti i giorni ringrazio per aver incrociato sulla mia strada un uomo come Lui , che ha reso la mia vita più ricca avvicinandomi ad amiche come te e voi tutte…fisicamente lontane , ma spiritualmente vicine: La distanza non esiste se c’è armonia e affinità. Un abbraccio grande, appoggio tutto quello che hai scritto 👍 ♥️😘

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  2. Spero di avere un giorno la possibilità di ringraziare Engin per le amiche speciali che mi ha fatto conoscere!!! Ancora grazie Bruna per averci aperto la porta del tuo cuore ❤️️

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  3. Mi è piaciuto molto il tuo scritto, mi ci sono ritrovata e questo mi fa sentire meglio. Non sono l’unica. Vorrei aggiungere che delle interpretazioni di Engyn mi è piaciuto anche la “castità” delle scene d’amore: abituata a scene di nudo e sesso gratuito persino nella pubblicità della pasta, la trepida attesa di un gesto amoroso crea più interesse

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  4. Mamma mia Bruna mi hai fatto commuovere, la tua storia per certi aspetti mi è familiare tranne il fatto che vivo dall’altra parte dell’Italia ,la tua descrizione dell’effetto che Engin ha avuto su ognuna di noi è così vera non so qual è la magia ma questo attore con la sua recitazione è riuscito a farci guardare dentro e dentro non abbiamo età 😘

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  5. Cara Bruna, complimenti e grazie per aver condiviso pensieri e sentimenti così intimi. Io penso che nulla possa essere considerato eccessivo se ci fa stare bene… e se Engin ha questo potere, godiamone senza troppe preoccupazioni! ❤️😘

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