Caro Engin, la merenda, i ricordi, le emozioni….

Care amiche,
caro Engin,

Mi piace l’idea di scrivervi e, oggi, sento il bisogno di riprendere in mano la penna.

Il momento che stiamo vivendo è orribile e penso costantemente a tutti quei bambini terrorizzati che fuggono dalla guerra o cercano di proteggersi da essa.

Raccontandovi di un momento per tutti piacevole, vi invito a pensare a loro.

Allora venite! Andremo ad assaporare un arcobaleno di sapori, colori e profumi, come una rinascita, un momento di felicità, fatto di piccole cose.

« La merenda è la Merenda»

« A l’instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis,attentif à ce qui se passait d’extraordinaire en moi » Marcel Proust, la Madeleine.

(Proprio nel momento in cui il sorso mescolato alle briciole della torta mi ha toccato il palato, ho sussultato, attento a ciò che stava accadendo di straordinario in me)

Vivo sempre il momento della merenda come una parentesi nella giornata. Non mi stancherei mai di fare uno spuntino. Amo apparecchiare nel miglior modo possibile, con un bel piatto, delle belle posate, un mazzo di fiori e sempre in abbondanza con una moltitudine di vasetti di marmellate e altri dolci. La merenda è un appuntamento di piacere, un rito immutabile, un antidoto contro la depressione e una sferzata di energia. 

Potrei chiamarla la mia pausa rilassante, la mia pausa gourmet, la mia pausa giocosa o la mia pausa “ricordi”.

L’idea è quella di conservare sempre quella momentanea sospensione della giornata come un’istantanea fotografica.

Pausa rilassante, diventa momento complice, un invito a condividere battute e risate, a lasciarsi andare.

Pausa gourmet, d’incontro di dolci delizie, dolci gustosi e cremosi.

Pausa giocosa, nella quale accostare – montare – assemblare ogni tipo di prelibatezza è una vera sfida e almeno ti permette di leccarti le dita con una goccia di marmellate (che sicuramente conosci 🙂 ) e di rubare, strada facendo, un piccolo pezzo di cioccolato che stava cercando di scappare.

Pausa «ricordi», mi piace immergermi negli snack più golosi alla ricerca della mia Madeleine.

Per questo voglio parlarvi degli spuntini che ricorderò per tutta la vita. 

Siete pronti? Quindi chiudete gli occhi! Preparatevi, condivideremo i profumi  e le immagini.

La merenda francese della mia infanzia veniva consumata su una spiaggia bretone vicino a Dinard e faceva parte di un rito quotidiano servito dal mio amato nonno.

Dopo essere uscita dall’acqua (un po’ fredda, lo ammetto), mio ​​nonno mi avvolgeva in un enorme telo da bagno e mi faceva correre sulla sabbia calda.

Lì mi aspettava la “famosa merenda”. Consisteva sempre in un grosso pezzo di baguette freschissima, imburrata (con burro bretone, cioè con cristalli di sale), cioccolato delicatamente grattugiato, mezza banana e una limonata all’arancia. Quanto era buono quel rituale immutabile dopo una corroborante nuotata bretone!

Poi è arrivato il momento della merenda inglese,  quando, da adolescente, ho trascorso parte dell’estate con una famiglia per perfezionare il mio inglese! Ho ancora in bocca il ricordo memorabile di una torta di mele servita con un vasetto di panna tiepida e un tè agli agrumi a casa della nonna di Caroline (la mia corrispondente) alla periferia di Southampton (dove le strade e le case con i bow window sembrano tutte uguali).Ricordo anche la sua adorabile nonna con gli zigomi polverosi (troppo), i capelli leggermente azzurrini, la cui ampia camicetta a fiori si intonava all’arredamento vecchio stile e fiorito del soggiorno, e dove una foto del matrimonio di Carlo e Lady D era in trono nel camino “So British” come a noi “Frogs” piace dire!

Devo parlarvi della mia divertente merenda italiana? Succulenta ma soprattutto appiccicosa! Seduta sul dorso di una Vespa, andando da Trastevere a Piazza di Spagna, mi stavo gustando un enorme gelato italiano al melone, il più grande e soffice di tutti! Quando… in una curva, andando un po’ veloce mi è crollato in faccia (ah ah ah!)

E poi sono arrivati ​​gli spuntini spagnoli! A volte salati, come ravioli appena sfornati,  a volte dolci come un’horchata con fartone o delle “supreme” torte all’olio con anice e sesamo (hum, buonissime!). Sempre in un soleggiato pomeriggio di primavera, ho scoperto le “Monas di Pascua” del Forno Mareyn de Barraquetes nella provincia di Valencia…

Non ho ancora fatto l’esperienza della colazione turca, che ho però imparato a conoscere grazie alle serie di Engin Akyürek: ricche, colorate, abbondanti e, una cosa che ho notato, fatte sempre in compagnia: un rito che riunisce la famiglia.  Mi sono rimaste impresse particolarmente le tavolate di Sefirin Kızı, specie dove lui è sorridente!

E a voi quale è rimasta impressa?

E qual è la vostra Madeleine de Proust ?

Spero che questa piccola parentesi gustosa vi abbia scaldato un poco il cuore. 

Ma il nostro pensiero ora torni ai bambini  che stanno soffrendo a causa della guerra. Sosteniamoli insieme, come possiamo. 

Grazie

Copyright Aude-MariePape@MarEAFRANCE 

6 Replies to “Caro Engin, la merenda, i ricordi, le emozioni….”

  1. Le colazioni sono come i profumi, vanno ad annidarsi nella parte più profonda ed ancestrale del nostro cervello, l’ippocampo , collegata alle emozioni ( il nostro cassetto della memoria) …e il risentirne la fragranza ci riporta indietro negli anni e agli affetti più cari ♥️🥰
    Sarà per quello che le donne, hanno l’istinto di sopraffare figli , nipoti e tutti quelli che amano, con colazioni o pasti luculliani , per colmare generosamente quel famoso cassetto della memoria e lasciare in eredità un immenso un tesoro emotivo.

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    1. Sono totalmente d’accordo. I nostri ricordi di gusto sono ancorati nel nostro DNA quando hanno portato dolcezza, benessere, comfort, un forte legame di tenerezza. Grazie per queste belle parole.

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  2. Magnifico e “gustoso” ricordo. Grazie. Condivido con te per una parte la stessa merenda. Mamma mi portava al parco appena iniziavano i giorni tiepidi di primavera. E nel mezzo dei miei giochi e delle mie corse con gli altri bambini, mi chiamava per la merenda. Un po’ infastidita mi avvicinavo , ma appena mi porgeva il panino morbido con burro e marmellata mi tornava il buon umore. Ho continuato a mangiare negli anni a colazione o prendendo il the pane burro e le migliori marmellate, ma nessuno ha eguagliato quel sapore. Lo so il perché, all’interno di quel panino c’erano la spensieratezza e la sensazione che il futuro fosse solo una meraviglia che mi aspettava.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Edda per aver condiviso la tua bellissima storia! L’innocenza dell’infanzia ti fa sentire bene quando la ritrovi. Grazie ancora.

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  3. Questa lettura mi riporta alla mia infanzia…
    La colazione era un rito, la classica colazione all’ italiana: Latte Caffè Nesquik ( 😋 ) fette biscottate con burro e marmellata e anche qualche briosh.
    Ho avuto modo negli anni di assaporare anche altre colazioni …..da quella inglese, marocchina,egiziana, africana e anche quella turca !!!!!
    Tutte molto appetitose, ma la mia preferita rimane e rimarrà sempre la colazione assieme ai miei genitori…❤️
    Come sempre ho letto con molto piacere 😍

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    1. Grazie mólto Morena ! Volevo parlare di alcuni ricordi di uno spuntino quando ho visto Engin assaporare tutti questi piatti colorati davanti a bellissime tavole imbandite. Felice di averti in questo viaggio.

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