Quante storie per vino Rosaria Bianco
Quante storie per vino Rosaria Bianco

Quante storie per un vino è il mio esordio in narrativa. In realtà proprio su questo blog ho scritto diversi racconti, e proprio da questo “laboratorio di scrittura” è nata l’idea del libro. Ho cercato ispirazione in un mondo che mi affascina tanto (e che frequento per ragioni di lavoro), quello del vino.
Ma non ho scritto questo libro per raccontare il vino.
O almeno, non nel modo in cui siamo abituati a leggerlo.

C’è un linguaggio, quello enologico, che negli anni si è fatto sempre più preciso, codificato, necessario. Io ho sentito il bisogno di cercare una possibilità diversa, più letteraria, più emotiva.  Di cambiare prospettiva, insomma, provando ad ascoltare ciò che accade intorno a un bicchiere. Riflettendo sulla capacità unica che ha il vino di evocare luoghi, persone, attese, ritorni.

È da qui che nasce il mio libro.

Dodici vini pugliesi, dodici racconti. Vini che ho scelto per la forza immaginativa e simbolica che sanno sprigionare. Ogni etichetta diventa così una soglia narrativa, un accesso privilegiato a una storia, a un paesaggio interiore, a una geografia dell’anima profondamente radicata in Puglia.
Tra i vini protagonisti del libro, vitigni e territori che raccontano la Puglia nella sua interezza: Primitivo, Negroamaro, Susumaniello, Verdeca e Fiano, nelle diverse espressioni, dai vini fermi agli immancabili rosati, fino alle bollicine metodo classico. Un percorso che dal mio Salento attraversa la Valle d’Itria e il nord barese fino a San Severo, nel Foggiano, restituendo (si spera) un mosaico narrativo ricco di suggestioni.

Quante storie per un vino non è una guida al bere, né un repertorio di recensioni. È un libro che si colloca in uno spazio diverso: quello in cui il vino smette di essere oggetto di analisi e si rivela come forma di racconto, come deposito di tempo, come traccia viva del rapporto fra la terra e chi la abita.
Mi piaceva l’dea di approfondire il legame con la memoria, con il desiderio, con la perdita, con la possibilità del ritorno.

Le storie si muovono tra masserie, terrazze affacciate sul mare, vigne antiche, menhir, paesi del Salento, pietre bianche della Valle d’Itria e paesaggi del Castel del Monte, restituendo la fotografia della mia Puglia insieme concreta e visionaria. Una terra che nel libro non è mai solo sfondo, ma agisce come presenza viva, come interlocutrice silenziosa, come matrice di identità e destino.

I racconti si rivolgono agli appassionati di vino, ai lettori di narrativa, agli operatori del settore e a tutti coloro che riconoscono nel racconto del territorio una forma alta di conoscenza.
Un libro che ho immaginato come un invito a rallentare, ad ascoltare, a sorseggiare le parole come si farebbe con un vino capace di lasciare traccia.

“Quante storie per un vino” è disponibile qui



2 Comments

  1. Congratulazioni e complimenti, ti auguro il meglio!

    1. Grazie Mary. Ho dimenticato di disattivare l’invio della notifica, scusami!
      Mi sono ritagliato questo spazietto nel mio blog dedicato a LUI 🙂
      Un abbraccio, a presto!

Ros

Giornalista freelance, ghostwriter, content editor, sommelier, mi occupo di uffici stampa e comunicazione. Scrivo, leggo, ascolto musica, divoro film e serie tv. Soprattutto turche. Soprattutto con Engin Akyürek. Il mio sogno? Intervistarlo

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