İsimsiz Engin Akyürek

Il nostro Engin Akyürek ha annunciato l’uscita a breve del suo nuovo libro di racconti, dal titolo İsimsiz.
E siamo felicissime. Mi auguro che presto potremo averlo anche in italiano (siamo sempre in attesa del secondo…). Spero però non venga reso con il titolo di “Anonimo”, ma con “Senza nome”.
Sottigliezze? A mio avviso no.

E non solo per una ragione linguistica. In turco, isim significa “nome”, iI suffisso -siz è un suffisso privativo: indica mancanza, assenza. İsimsiz, quindi, è letteralmente: privo di nome.
Non è una sfumatura. È un’indicazione precisa.

“Anonimo” introduce un’altra idea. In italiano, l’anonimato è spesso una scelta: ci si sottrae al nome, ci si nasconde, si decide di non essere riconosciuti. Qui invece accade il contrario.

Essere senza nome è una condizione subita. È qualcuno che non è stato chiamato, non è stato riconosciuto, non è stato visto fino in fondo. E nel racconto a cui il titolo si rifà, questo passaggio è centrale.

Il protagonista non “rinuncia” a un nome. Scopre, a un certo punto, di non averne mai avuto uno.
E in quella scoperta si apre qualcosa di più profondo: la consapevolezza che avere un nome significa esistere per qualcuno.

In un momento in cui, nel suo Paese, verso i cani — soprattutto quelli randagi — l’attenzione sembra farsi sempre più fragile, scegliere un titolo così significa dare forma a un sentimento preciso: quello che nasce quando si ignora l’identità, la storia, la vita di esseri che esistono — e che continuano a esistere — anche senza nome

Ma, credo, che al di là dell’ispirazione del racconto, la scelta del titolo dice di una sensibilità rara: quella di saper rivolgere lo sguardo ai molti “senza nome” del nostro tempo.
Esistenze che restano ai margini, che attraversano le nostre vite senza essere davvero viste, senza essere mai chiamate.

Insomma, “Senza nome” è una presa di posizione.
Grazie Engin per la tua sensibilità. Non vediamo l’ora di accogliere il tuo terzo libro ❤️
(Ndr: mia personalissima opinione, Ros 😊)

Clicca sul nome per (ri)leggere la traduzione del racconto İsimsiz.

Ros

Giornalista freelance, ghostwriter, content editor, sommelier, mi occupo di uffici stampa e comunicazione. Scrivo, leggo, ascolto musica, divoro film e serie tv. Soprattutto turche. Soprattutto con Engin Akyürek. Il mio sogno? Intervistarlo

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