Traduzione del racconto di Engin Akyürek pubblicato sul numero 3 (Agosto – Settembre 2015)  di Kafasına Göre e nel suo primo libro di racconti Sessizlik.

Il telefono cominciò a squillare con insistenza.  Sentivo mani e braccia intorpidite e un lunghissimo chiodo che mi bloccava il collo e il busto come se fossi di cemento e latta.
Come il corpo legnoso di Pinocchio con la sua anima di macchia mediterranea, così le mie mani sulle braccia erano diventate schegge di legno, con le dita che si sarebbero rotte se avessi premuto il tasto “si” del telefono. Anche se i palmi delle mani sudavano, i polpastrelli tamburellavano sul mio collo nodoso, trasformando il mio corpo nell’officina di un falegname.
Più intuivo quello che sarebbe successo, più mi piaceva Pinocchio e più maledicevo il suo proprietario e il maestro che lo aveva creato. Si sarebbe potuto fare qualcosa per il naso…Non pensavo tanto all’aspetto fiabesco del mentire, quanto piuttosto alla sua evidenza reale.
Dopo dodici chiamate perse, ho messo fine alla melodia che aveva trasformato il mio corpo in una falegnameria e ho risposto al telefono. All’altro capo c’era Hasan, un mio vecchio amico, un mio amico attuale, un amico che mi sarebbe piaciuto rimanesse tale anche in futuro.
Ascoltavo Hakan e i lunghi silenzi che lo interrompevano.
Conoscevo a memoria cosa stesse per dire… La solidità delle vecchie amicizie si capisce dai silenzi tra una parola e l’altra…Sapevo bene cosa mi sarebbe successo, stavo provando già dentro di me la bugia che avrei detto. La mia testa era come un palcoscenico ma il lobo sinistro del mio cervello era un attore senza talento. Non ero all’altezza della parte…
Hakan amava Aslı, io e Aslı eravamo molto amici, io e Hakan eravamo amici. Hakan stasera avrebbe recitato il finale di stagione, con una confessione d’amore che non poteva essere detta, non poteva essere fatta.
Non c’era bisogno di conoscere il finale della storia, Aslı se ne stava andando…
Aslı aveva trovato un modo per abbellire la sua decisione: “Vado a studiare”.
“Se ne va, fratello, le dirò tutto stasera a cena”, disse la voce di Hakan nel mio orecchio, e come tutti gli innamorati lodava le università della sua patria per la paura di perdere il suo amore. Non dissi nulla, considerando il silenzio come una salvezza. Dissi “mhmm”, aspettando che la sua rabbia si placasse.  “Mhmm” era la migliore favola che poteva adattarsi alla frequenza cardiaca di Hakan.
Mentre la batteria del mio telefono si stava scaricando, dicevo di nuovo “mhm”. Questa volta lo dicevo con una sola “m” e mi sentivo come un agnello sacrificale esposto al mercato in attesa del suo destino.
Avevo persino pensato dove e a che ora si sarebbe svolta la cena e alla posizione geografica degli altri a tavola. Dopo un bel po’ di traffico di messaggi verdi e di spunte di lettura, avevo sistemato tutto: il nostro tavolo rotondo, composto da un’amica, un innamorato e me, era pronto a tutto.
Io non parlavo molto e Hakan, come si addice a chi soffre le pene d’amore, teneva la bocca chiusa e parlava con il cuore. Aslı stava spiegando come una guida turistica i dettagli della città in cui si sarebbe trasferita, facendo già del fuso orario l’argomento principale della tavola. Il tempo scorreva, la conversazione si faceva più cupa. Hakan stava diventando più silenzioso. Aslı raccontava dei musei che avrebbe visitato lì, dicendo di avere una nuova persona nella sua vita tra due piazze e tre mostre. Il suo umore cambiò, trasformandosi da guida turistica a donna.
Hakan deve aver sentito l’ultima frase di Aslı in cinese, perché continuava a infilarsi in bocca l’enorme pezzo di carne grassa che aveva tagliato con il coltello. Io ripetevo “mhmm”, mi piacevano gli “mhmm”. Guardavo Hakan di nascosto, come se stessi sbirciando le pagine di un copione che avevo letto più e più volte…
Tutto cominciò a tacere, tutti erano in silenzio, il rumore delle posate fu sostituito dal battito cardiaco di Hakan. Stanco per ciò che sapevo e ciò che avrei visto, mi riempivo la bocca di carne. Dicevo “mhmm”, non so se alla carne o alla situazione stessa.
“Mhmm” è stata la sintesi della serata.
Aslı raccontò dell’uomo di cui era innamorata, diceva ad Hakan che sarebbe andato bene per lei e che l’avrebbe seguita all’estero.  Abbiamo memorizzato il volto dell’uomo che ci aveva descritto. Con il sapore di rapa piccante del şalgam* che riempiva le nostre bocche, avremmo potuto ammazzare quell’uomo. Il volto di Hakan divenne strano a causa dell’indigestione del suo cuore e l’espressione del suo volto assomigliava a quella di un grande santo. Sembrava avere lo sguardo dei poveri contadini che avevano visto Hızır Alayhiselam**.
Quando il cameriere portò il conto, Hakan allontanò le nostre mani e pagò il conto in un colpo solo con la follia degna di chi soffre di mal d’amore. Si era immedesimato nel cameriere e in tutto il resto, pensando che la sofferenza di tutta l’umanità fosse la sua.
In quel momento la parola quiete abitava il tavolo, respirando in silenzio. Quando arrivarono i nostri tè, Hakan sembrò immergersi in una specie di sorriso mentre guardava Aslı che mescolava lo zucchero nel bicchiere, scambiandone il tintinnio per il battito del suo cuore. Non c’era bisogno di sapere il finale della storia. Guardando il volto di Hakan, capì che quello era lo stato più innocente di un uomo. Sorridendo…

*  bevanda salata e fermentata con un sapore aspro e pungente a base di rape rosse

** Hızır Alayhiselam, vissuto al tempo di Mosè è menzionato dal Corano come persona a cui è stata data una saggezza e una conoscenza speciali. Si dice che a volte viene per aiutare le persone in difficoltà.

di Engin Akyürek
tradotto da Rosaria Bianco

4 Comments

  1. Camelia Antonietta

    Grazieeee Ros ogni racconto tradotto ci regala un po’ di Engin: le sue espressioni letterarie ,le sue riflessioni sui sentimenti umani, il suo modo di descriverli ci lasciano sempre una riflessione : un amico legge i tuoi silenzi e sa che dietro un sorriso non sempre c’ è gioia . Aspetto l’ edizione İtaliana tradotta da Ros_bianco 😜❤️

    1. ❤️❤️❤️❤️

  2. Mi piace molto, vorrei leggere l’intero libro

    1. Ciao Giuliana, al momento non c’è ancora l’edizione italiana. Piano piano mi cimenterò nella traduzione 🙂

Ros

Giornalista freelance, ghostwriter, content editor, sommelier, mi occupo di uffici stampa e comunicazione. Scrivo, leggo, ascolto musica, divoro film e serie tv. Soprattutto turche. Soprattutto con Engin Akyürek. Il mio sogno? Intervistarlo

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