LA FOTO

Trattato semiserio di “semiotica” di una fotografia di Engin Akyürek

Non una foto qualunque. Ma LA FOTO.

Quella in questione, diffusa qualche giorno fa da Mehmet Erzincan, il generoso fotografo che ha buttato nelle acque profonde e immense del web, senza considerarne le conseguenze (o forse sì?), uno degli scatti fatti in occasione del servizio di copertina che L’Officiel Hommes Türkiye ha dedicato ad Engin Akyürek. Diversi gli scatti messi gentilmente a disposizione delle fan adoranti di tutto il mondo (ho scritto infatti generoso, direi proprio magnanimo…) ma una in particolare, quella in questione, ha provocato turbamenti e sommovimenti interiori in chiunque rientri nella doppia categoria “gentil sesso/ fan del grande, immenso, unico, straordinario Engin Akyürek”

E dunque anche alla sottoscritta.

Inebetita, adorante, sbavante davanti allo schermo, quando una mattina qualunque di un ottobre qualunque di un anno qualunque (sempre la sottoscritta) è stata svegliata dalle compagne di chat e di avventura #assolutamenteengin con LA FOTO accompagnata da ululati e mugolii vari…

È LA FOTO che a mio avviso è destinata a passare alla storia, ad essere depositata e custodita negli archivi delle foto meritevoli della categoria “Quanto è bello il mondo” (se esistessero questa categoria e un archivio del genere, ma potrebbe essere un’idea inventarli…).

LA FOTO incriminata – incriminata lo è, perché colpevole di aver steso al suolo milioni di fanciulle sparse sul pianeta… –   è non solo di una bellezza rara, sia tecnicamente (complimenti al fotografo!) sia per il soggetto (complimenti alla mamma di Engin, sempre validi per qualunque scatto lo ritragga…), ma può considerarsi la summa semiotica degli elementi che fanno di Engin un sex symbol capace di attraversare la prova del tempo, delle latitudini, dell’età, delle fasce sociali…

Ora, io avrei potuto tenere per me tutte queste considerazioni, che a ben vedere possono non interessare a nessuno. Se non fosse che, presa dalla necessità di esternare un millesimo del frastagliamento interiore provocatomi dalla suddetta foto, ho buttato su Twitter la prima frase che le mie cellule cerebrali sono state in grado di elaborare: “questa foto meriterebbe un trattato….” Apriti cielo! Orde di amiche mi hanno preso alla lettera, chiedendomi di scrivere il suddetto trattato, oltretutto investendomi della responsabilità di dare voce alle milioni di fan ammutolite da cotanta bonazzagine (bonazzaggine per le amiche straniere è un neologismo coniato dalla sottoscritta ad uso privato per provare a rendere meglio l’idea di quanto sia bello-sexy-intrigante Engin)

Insomma, eccomi qui.

LA FOTO in questione.

In bianco e nero.

Avete mai riflettuto su quanto ci piacciano le foto in bianco e nero? Viviamo circondati dal colore, talvolta siamo tempestati, ma subiamo sempre e comunque il fascino delle immagini in bianco e nero. Probabilmente perché il bianco e nero riesce a mostrare l’essenza delle cose. La loro vera natura. Senza orpelli. A voler azzardare una chiave psicologica, potremmo dire che le ombre custodiscono il nostro mondo interiore, quello sconosciuto, le luci invece rivelano quello conosciuto, visibile, evidente. Quando mixate insieme, ombre e luci, possono dare vita a capolavori che emozionano. Ti connettono emotivamente, direbbe qualcuno bravo.

Come LA FOTO esaminata. La quale, per di più, contiene alcuni segni semiotici (mi scuso con gli esperti della materia per l’uso inappropriato della disciplina) che comunicano significati antropologici anche ancestrali.

Ma andiamo con ordine.

Intanto, LA MANO. La prima cosa che (secondo un sondaggio) il 25% delle donne guarda in un uomo. Io faccio parte di quel 25%.

Le mani dicono molto.

Le mani di Engin dicono molto di più. Sono un monumento di sensualità e delicatezza: le sue dita affusolate, poi, ti proiettano in un nanosecondo nello spazio iperuranico dell’immaginazione (oltre a ticchettare sulla tastiera del computer per i suoi racconti, COSA e COME saranno in grado di sfiorare????).

Ora, perché non mi consideriate una pazza pervertita, ricorro a un passo del grande Andrea Camilleri, che dice molto di quello che mi piacerebbe scrivere….

“Gli pigliò la mano per salutarlo. Non s’aspettava il modo in cui lei gliela strinse: fu come se gli avesse arravugliato attorno alle dita non la sola mano ma il suo corpo intero e come la mano dell’uomo, diventata un’altra cosa, fosse entrata nel dentro più dentro di lei, fino alla sua noce di fìmmina.” (Il birraio di Preston ,Sellerio 1995)

Le mani, d’altro canto, sono il simbolo erotico per eccellenza.

Nell’immaginario collettivo la mano concentra in sé il concetto di sensuale, l’atto del “toccare”, che libera la sessualità da ogni forma di tabù. Come scrive il poeta messicano e premio Nobel per la letteratura Octavio Paz, in “Toccare”:

Offf yyaaaaaaaaaa

Ora, queste mani già “pericolosissime” di Engin, in questa foto assumono un altro significante  – sempre come direbbero quelli bravi –  per via di un dettaglio che ne amplifica la carica erotica, GLI ANELLI.

Per un uomo qualunque indossare un anello che non sia quello di fidanzamento o la fede nuziale è un’operazione ad alto rischio. Ci vuole il physique du rôle…ma nel caso del NOSTRO non si corre questo rischio. L’eleganza e la disinvoltura con cui indossa non uno ma ben due anelli sulla stessa mano, dicono molto.

Dicono cosa?

Engin in questa foto gioca a fare un po’ il dandy, un po’ il Casanova, un po’ il mascalzone (nell’immaginario collettivo contemporaneo anello al dito di un uomo=criminale) e non è proprio il mix di questi “significanti” a trasformarsi in una miscela di nitroglicerina capace di generare una deflagrazione interiore senza eguali?

LA POSA

Ok, la mano è nella posa utile a mettere in bella mostra gli anelli Bulgari. D’accordo. È una scelta di marketing. Va bene. Ma Engin poteva scegliere di giocare con la mano in svariati modi….eppure sceglie di portare le sue dita lunghe affusolate anello-munite sulle tempie…

Sembrerebbe dire a noi che guardiamo “voi siete pazze”…..Ma no, non è così.

Inconsapevolmente (forse) appone con fare sensuale le sue dita sexy e affusolate sull’area del volto che corrisponde all’attività cerebrale, al pensiero, alla riflessione.

Ora, vi posso dire una cosa? Insomma, un’altra cosa.

Questo suo gesto, carica LA FOTO di ancora più erotismo. Probabilmente perché appartengo alla categoria dei “sapiosexual”. Do you know?

Per una persona “sapiosexual” la carica erotica di un individuo è strettamente collegata alla sua intelligenza…Detto in parole ancora più dirette: tu ascolti parlare un uomo particolarmente intelligente e parte un coinvolgimento mentale senza precedenti e dopo qualche minuto può capitarti di essere travolta da una serie di inaspettati pensieri erotici….

Non è forse quello che capita anche a voi guardando un servizio, una clip, un’intervista di Engin? La profondità del suo pensiero, delle sue parole, l’acume delle sue osservazioni, lo spessore di ciò che dice (vabbè anche come lo dice…vabbè anche la sua voce…vabbè anche quel suo intercalare “yani”….) ne fanno una persona estremamente intelligente e di noi povere fanciulle sparse per il mondo un esercito di sapiosexual!

GLI OCCHI

Nell’adagiarsi eroticamente sulla zona delle tempie, le dita sollevano il sopracciglio destro mettendo in evidenza l’occhio. E dunque lo sguardo.

LO SGUARDO DI ENGIN

E d’un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno – uno sguardo umano – ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.” (Andrej Tarkovskij)

Ecco, questa frase spiega cosa rappresenta per me lo sguardo di Engin.

Uno sguardo che vorresti fosse rivolto a te. Uno sguardo profondo, ancestrale, viscerale, interiore, cavernoso, abissale. Uno sguardo che in questa foto assume un’espressione quasi interrogativa. Indagatrice. Sembra essere lui, Engin, a provare a comprendere noi e non viceversa. Come se con quegli occhi potenti volesse passare attraverso l’obiettivo della macchina fotografica e raggiungere ciascuna di noi: “Lo so che mi guardi, e io voglio guardare te. Entrare nel profondo della tua anima, della tua vita, del tuo corpo”.

Non è uno sguardo banale. Uno sguardo civettuolo, uno sguardo “comodo” dinanzi ad un obiettivo disposto a giocare con la stella della recitazione. Al contrario, è uno sguardo impegnativo, che al tempo stesso si impegna ad andare oltre. Come se guardandoci una ad una dicesse: “Lo so che ci sei. E questo per me è importante”.

“Ma lo sguardo no, quello non si può confondere, né da vicino né da lontano! Oh, lo sguardo, sì che è significativo! Come il barometro. S’indovina tutto: chi ha un gran deserto nell’anima, chi senza una ragione è capace di ficcarti uno stivale fra le costole e chi invece ha paura di tutto.” (Mikhail Bulgakov)

Mano, dita, posa e sguardo, tuttavia, non distolgono lo sguardo dalla visione di insieme. Il naso, la forma del volto, le labbra. La barba. I capelli, le orecchie.

La perfezione ha un nome: Engin Akyürek. Una perfezione che non è estetica, formale, semantica. È una perfezione che nasce da ciò che noi percepiamo affondando i nostri occhi in quello sguardo carico, forte, intenso.

 In quegli occhi profondi come crateri.

Fine del trattato. È un gioco. Non prendersi sul serio, ogni tanto, è un’attitudine che aiuta a vivere meglio. E a godersi ancora di più ciò che la vita ci regala. Come Engin Akyürek. E LA SUA FOTO.

27 Replies to “LA FOTO”

  1. Wow! Thank you! You really “feel” Engin! And thank you for claryfing my own category – sapiosexual. 🙂 I have been looking for the exact word for some time. Thank you! It was a pleasure to read your thoughts, and feel that we are at the same wavelength. ❤

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  2. Bravissima Ros..
    Hai descritto alla perfezione ciò che penso anche io su Engin.
    Lui riesce sempre a dare il meglio… ci mette anima e corpo nel suo lavoro, trasmettendo emozioni bellissime.
    Poi le sue foto, i suoi sguardi
    le sue mani, …mamma mia… !!!
    Ok…mi fermo qui…

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  3. Ma che brava hai scritto tutto quello che ognuna di noi pensa di Engin. Mi ritrovo a pensare, si è vero è tutto vero, e mi chiedo perché questo meraviglioso essere suscita in noi tutte queste sensazioni . Davvero è proprio giusto dire…. ma che ne sa Engin…dello sconvolgimento interno che prende tutte le sue “amiche”

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  4. Non saprei cosa aggiungere a quello che hai detto tu… “per gioco” 🤣 🤣
    Io penso che lui possegga un fascino che è stato dato in dono a pochi.. E questo va bel oltre la semplice bellezza….
    È sempre bello leggerti😘😘

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  5. Non ho parole: poesia, magnetismo, erotismo puro, incanto infinito…alla fine semplicemente profonda ammirazione: amore!!! E solo una parte del coacervo di sentimenti chebci hai trasmesso Ros,descrivendo magnificamente una foto, peraltro già da noi esaminata ai raggi x in questi giorni, ma senza raggiungere questa perfezione descrittiva, per quel che mi riguarda..

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  6. Invece io ti prendo sul serio, eccome!
    Perché per quanto mi riguarda, c’ho visto tutto questo che hai scritto, hai centrato in pieno il punto…certo, lungi da me, esprimermi così bene come hai fatto tu 👍
    Complimenti al fotografo…ben studiato il tutto! C’è tutta una dietrologia dietro questo scatto! Ma il punto fondamentale è: # ma che ne sa Engin Akyürek? Mehmet Erzican, ne avrà parlato con il nostro Principe mentre decidevano la posa? Lo chiedo perché un altro aspetto altamente erotico è pensare che Engin sia consapevole di tutto questo , “giochi” con le sue fans e si presti ,con la sua aria sorniona, ad essere oggetto delle più inenarrabili fantasie.

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    1. Secondo me è consapevole….e per quanto abbiano potuto studiare a tavolino….c’è molto di suo…nel senso che è entrato nella parte del sex symbol…e noi sappiamo quanto sia bravo nell’entrare in un ruolo….e ci ha preso gusto. Poi come ho scritto su Twitter, credo, lui rimane un’altra persona, quello che si siede al tavolino di un bar qualunque a leggere, che intervista il corrispondente di guerra per prepararsi al nuovo ruolo, che ama stare con i suoi gatti….

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      1. Sono d’accordo con te Ros, sia sulla consapevolezza raggiunta da Engin, sia sul suo rimanere “il ragazzo della porta accanto” (magari avessimo un vicino di casa così 😉😍). Secondo me la maturità e l’esperienza gli hanno dato la sicurezza e tutti gli strumenti necessari per “maneggiare” ad arte il suo potenziale ❤️

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        1. Per chi ama questo grande attore, seguirlo con chi sa scrivere, è sa rappresentarlo è una gioia immensa, per me è tutto nuovo, grazie perché mi ritrovo sempre in quello che leggo, mi dico, ma guarda e quello che penso anch’io! Grazie ancora! 😉

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